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Bagni: "Se perde domenica, l'Inter è fuori. Questo Napoli ha più valori del mio"

ESCLUSIVA - Bagni: "Se perde domenica, l'Inter è fuori. Questo Napoli ha più valori del mio"TUTTOmercatoWEB.com
giovedì 18 novembre 2021, 10:46Esclusive
di Daniele Najjar

La sosta per le nazionali, è stata archiviata. L'Inter di Simone Inzaghi prepara l'ennesima sfida che già ora, a novembre, è decisiva: Inter-Napoli è un match tanto duro per i nerazzurri quanto importante da vincere, per poter accorciare sulla coppia di squadre che comanda la vetta.

La redazione de L'Interista ha contattato un doppio ex del match, Salvatore Bagni, che con gli Azzurri ha vissuto lo storico Scudetto del 1986/87, correndo ogni domenica a più non posso per portare il pallone ad un certo Maradona. Ed anche questa mattina, raggiunto telefonicamente, Bagni si presenta dopo aver speso energie: "Ho appena corso 8 km, come ogni mattina. Vecchie abitudini!" - esordisce. Una vita a correre, ed a rincorrere: "Noi eravamo fortunati" - ci spiega Bagni - ", correvamo e buttavamo la palla in avanti, chiedendo gentilmente ai tre lì in attacco: 'vi inventate qualcosa voi?'. Ma questo Napoli, con Spalletti, ha anche più valori, come rosa, del nostro"

La partita di domenica è decisiva?

"Se dovesse perdere, l'Inter sarebbe fuori dalla corsa scudetto. Possiamo fare tutti i ricorsi storici che vogliamo, ma le rimonte accadono ogni 'tot' di anni: la realtà è che se vai a -10 da una squadra che ha perso giusto 4 punti in due pareggi, non sarebbe così semplice".

L'Inter deve vincere anche per migliorare il rendimento negli scontri diretti.

"Ha buttato via dei punti. Con la Lazio meritava molto di più per esempio, non avesse concesso quel rigore, avrebbe portato a casa i tre punti. Ma la squadra è forte, è stata costruita bene. Due cessioni più che eccellenti, ma tutti gli addetti ai lavori la davano per favorita. A parte me, che ho sempre detto Napoli".

Cosa ti convinse?

"Dal punto di vista societario il presidente voleva abbassare il monte ingaggi. Non ci è riuscito per mancanza di offerte importanti, allora ha tenuto la stessa squadra, completata da Anguissa. Vorrei parlare del lavoro fatto da Gattuso: ha conquistato 43 punti solo nel girone di ritorno, cadendo alla fine, altrimenti saremmo andati in Champions. Spalletti è entrato subito dentro alla squadra, ma ha un gruppo dai grandi valori. Gli Azzurri hanno più valori di tutti".

In quali termini?

"Ci sono giocatori decisivi in ogni ruolo. Koulibaly, Rrahmani e Di Lorenzo ti possono far gol, a centrocampo Anguissa ha portato fisicità, tempismo, bravura insuperabile in marcatura, davanti tutti hanno colpi decisivi. Tutti. Ultimamente il Napoli non è stato sempre brillante, ha segnato meno, si è notato sia con il Verona che con la Salernitana. Però è arrivato il colpo del campione. Non è che puoi sempre vincere giocando bene. Il Napoli può anche giocare male qualche partita, ma alla fine riesce a trovare la soluzione. Questo Napoli avrebbe fatto un grande cammino anche in Champions".

L'Inter arriva con diversi infortuni e giocatori stanchi, causa nazionali. Troppe partite rispetto ai tuoi tempi?

"Beh sai, ad un certo punto all'Inter giocavo campionato, coppe, in Nazionale... ci tenevamo impegnati anche noi. Chiaramente oggi se ne giocano di più. Non riesci ad allenarti e recuperare. Un handicap per tutti, guarda uno come Sarri che deve cercare di trasmettere certe idee, certi concetti. Maradona, il più grande di tutti, voleva allenarsi con la palla al piede, si allenava giocando. Anche a me piaceva di più (ride, n.d.r.). Noi poi giocavamo sempre, non c'era turnover praticamente e le sostituzioni erano più rare".

Hai detto che ti rivedi in Barella. Ora, finalmente verrebbe quasi da dire dopo tante corse, sembra stanco. Come si può far riposare uno come lui?

"Non lo conosco personalmente, ma non so se sarebbe contento. Ci sono anche dinamiche di spogliatoio. Lo sa anche lui che a forza di correre e correre, spendi tanto. E lui ha speso tanto, tantissimo. Ma anche se stanco, non credo che questa Inter possa fare a meno di lui, quasi mai":

Del tuo periodo a Milano, che ricordi ti porti dietro?

"La prima volta che sono arrivato, mi sono trovato subito benissimo. Anzi, non proprio da subito perché il mio rendimento inizialmente non era buono, ma soprattutto perché mia figlia non mi faceva dormire! (ride, n.d.r.). Dopo ho avuto un rapporto splendido con la tifoseria. Chi dà tutto non può non avere un buon rapporto con i supporters. Li ringrazio sempre".

E c'era un grande gruppo, a leggere i racconti dei vari Beccalossi, Altobelli, Pasinato...

"Bellissimo, uno spettacolo. Ho sentito giusto tre giorni fa Beccalossi, ci siamo presi un po' in giro per Inter-Napoli. E' stata una fortuna per me giocare in nerazzurro. Ho avuto da ridire a Pellegrini, ma poi sono andato a Napoli con Diego".

Hai vissuto Napoli. Quanto attende uno scudetto, la città?

"Da 37 torno a Napoli tutti i martedì. E' come se giocassi ancora. Nessuna città al mondo ti dà lo stesso affetto. Poi mi chiamano spesso anche per eventi collegati al nostro Napoli, di recente ho fatto delle riprese con Alberto Angela, poi con Sorrentino, una diretta per Diego. E' poi in arrivo un altro mio racconto per un nuovo libro, legato all'anniversario dello scudetto. Giro Napoli oggi e trovo un affetto inconcepibile nei miei confronti. Lo stesso per chiunque abbia dato tutto per la maglia. Un amore nei confronti di una persona che è unico al mondo".

Un fioretto per rivedere Napoli in festa?

"Niente promesse, ma quest'anno vengo lì a festeggiare, nel caso, mi aspetto un invito (ride, n.d.r). Dopo più di 30 anni è ora. Questa società ha fatto tantissimo, se lo merita. Il gradino da secondo a primo sembra una cosa da poco, ma non lo è. Oggi ci sono le condizioni per completare l'opera".

Chiudiamo con la Nazionale, che purtroppo passerà dagli spareggi.

"Sono sorpreso. L'unica squadra che poteva toglierci il primo posto era la Svizzera, che però è nettamente meno forte dell'Italia. Le partite si giocano in certi periodi e abbiamo visto le condizioni di alcuni giocatori sia contro di loro che in Irlanda. Abbiamo pagato il cattivo momento. Sono sicuro che vinceremo il primo scontro, poi per la finale sarà difficile, ci sarà anche il sorteggio del campo... speravo di non arrivare a questo punto, dopo aver visto Italia-Svezia. Ma questa è una squadra dalla grande coesione, l'atteggiamento è sempre positivo, non vedi nessuno accusare l'altro in campo e fuori. Dobbiamo vivere il momento, con la speranza che contro qualsiasi avversaria possiamo essere superiori".