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Atalanta-Inter, Manfredini: "Sfida spettacolare. Sanchez un'arma in più"

ESCLUSIVA - Atalanta-Inter, Manfredini: "Sfida spettacolare. Sanchez un'arma in più"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
sabato 15 gennaio 2022, 13:45Esclusive
di Daniele Najjar

La spinta per aver vinto il primo trofeo stagionale, fra l'altro all'ultimo minuto e contro i rivali di sempre della Juventus. Ma anche l'incognita di aver giocato ad alta intensità per 120 minuti. L'Inter arriva alla sfida contro l'Atalanta di Gasperini con questi pensieri e con la voglia di mantenere il primo posto in vetta.

La redazione de L'Interista ha contattato in esclusiva Thomas Manfredini, che con la Dea ha collezionato 140 presenze in carriera, per parlare del match di domani delle 20:45.

Thomas, l'aver vinto in quel modo la Supercoppa Frecciarossa cosa cambia per l'Inter, ora?

"Quando vinci un trofeo, soprattutto contro una diretta concorrente per la vittoria finale, si ha una spinta importante sia a livello di motivazione che di convinzione nei propri mezzi. Ora l'Inter è la squadra che sta meglio del campionato, sia a livello fisico che mentale. La vittoria è un ulteriore passo in avanti: rafforza la mentalità vincente della squadra di Inzaghi".

Domani che partita ti aspetti?

"Sarà spettacolare come ogni anno. C'è rivalità fra le tifoserie e fra le due squadre fino al 90' non si sa mai chi avrà la meglio. In questo momento è un po' avvantaggiata l'Inter perché ha fatto qualcosa di importante l'altra sera, ma può anche pagare lo sforzo dei 120 minuti giocati. La Dea a livello fisico mette in difficoltà sempre tutti. Quando incontri una squadra così devi star bene, altrimenti si rischiano figuracce".

L'Atalanta a cosa punta quest'anno?

"Si può dire ormai che l'Atalanta sia tra le grandi del campionato. Sono 3-4 anni che è lì a giocarsi un posto in Champions, se riescono ad inserire i tasselli giusti a gennaio, per avere elementi all'altezza anche quando riposano i titolarissimi, allora può dare fastidio anche anche per il secondo-terzo posto. Per il primo l'Inter è la migliore ancora, ma sognare in grande non è mai sbagliato".

Sanchez che decide la Supercoppa è un acquisto in più per l'Inter, ora? Posto che ha sempre fatto bene quando è stato impiegato.

"Come dici tu ha sempre fatto bene. L'unica pecca sono stati gli infortuni, che non gli hanno permesso, in carriera, di avere la continuità di cui uno come lui ha bisogno. Perché poi quando ti fai male devi sempre lavorare per rientrare in forma. Sicuramente ad oggi è un'arma in più, vedo che Inzaghi fa ruotare sempre i 4 attaccanti, ha scelte importanti, gli unici titolarissimi sono i difensori e qualche centrocampista. Tutta la squadra sta facendo bene, Sanchez sa dare il meglio quando è chiamato in causa".

Nella Serie A in cui giocavi tu, piena di campioni, si giocava un calcio molto più difensivo rispetto ad oggi, non trovi?

"Parlo da difensore: è un gioco che mi piace poco. Sono sempre stato abituato a non prendere gol, a farci bastare l'1-0. Oggi si gioca più per fare un gol in più dell'avversario, un gioco diverso, una metodologia di squadra diversa. Si vedono molti difensori che si ritrovano in attacco. Si vedono molti scambi, certi ruoli non sono più fissi. E' un calcio diverso che a me piace poco, ma che in questo momento per stare al passo bisogna che tutte le squadre si adattino, così come gli allenatori".