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Armero: "Serie A più competitiva. Handanovic? Critiche distruttive, si rialzerà"

ESCLUSIVA - Armero: "Serie A più competitiva. Handanovic? Critiche distruttive, si rialzerà"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
giovedì 22 settembre 2022, 20:24Esclusive
di Daniele Najjar

In pochi, nel corso dell’estate, avrebbero pronosticato una classifica simile alla prima sosta per le nazionali: a comandare la Serie A, dopo 7 giornate, è l’inedita coppia Napoli-Atalanta, con Udinese e Lazio all’inseguimento. Le tre grandi favorite, Milan, Inter e Juventus, sono distanti dalla vetta rispettivamente 3, 5 e 7 punti.

La redazione de L'Interista ha contattato in esclusiva il colombiano Pablo Armero, che ha militato in 3 delle prime 5 squadre che comandano attualmente il campionato italiano: Napoli, Udinese e Milan. "E' bello quando la lotta Scudetto è aperta a così tante squadre. Il campionato è più competitivo, senza un padrone e con diverse aspiranti alla vittoria".

Inter e Milan si sono date battaglia lo scorso anno. Quest'anno come le vedi?

"Stiamo parlando di due grandi del calcio mondiale, incutono timore in ogni campo in cui giocano per ciò che hanno fatto nella loro storia e tutti vogliono vincere contro di loro. Anche se ora non sono al comando, lotteranno per vincere".

Chi arriverà prima dell'altra, in classifica?

"L'Inter non è partita al meglio e se devo scegliere dico il Milan per l'accoglienza che ho ricevuto in rossonero. Sono grato al Diavolo, alla dirigenza, ai suoi tifosi per il periodo passato lì".

A Udine hai condiviso lo spogliatoio con Handanovic, che sta affrontando molte critiche.

"Nel calcio, come nella vita, è sempre così: quando le cose non vanno per il meglio, piovono critiche da tutte le parti. Ma quelle che subisce lui sono critiche distruttive".

Merita fiducia dall'Inter? Quest'anno è arrivato anche Onana, dietro di lui.

"E' un grande portiere ed un grande professionista. Ha dimostrato nel corso della sua carriera di meritare grandi palcoscenici. Poi di lui ho un ricordo molto bello, perché è sempre stato un grande compagno di squadra, sempre sorridente e umile. Sono certo che si rialzerà subito grazie alla sua esperienza. Lui, come tutta l'Inter".

A comandare la classifica oggi è un'altra tua ex squadra, il Napoli. Quando è particolare giocare e provare a vincere lì?

"Ho un grande ricordo di Napoli e del Napoli. Una città che merita sempre rispetto. Da Maradona in poi - Dio lo abbia in gloria - hanno capito di poter lottare anche loro per vincere contro squadre più blasonate ed anche quest'anno lo può fare. Spero sempre il meglio per gli azzurri per ciò che ho vissuto nel periodo giocato lì".

In vetta c'è anche l'Atalanta, dei tuoi connazionali Muriel e Zapata.

"Da colombiano, sono sempre tifoso della Dea, per ciò che loro due stanno facendo in questi anni. Ora sta bene e sta raccogliendo risultati, ma nel campionato italiano la cosa più importante è riuscire ad avere continuità. E' un campionato lungo, dove è importante non avrere tanti cali di rendimento. Spero che Duvan e Luis possano regalare grandi gioie ai propri tifosi".

Fra le città in cui sei stato in Italia, quale ti è rimasta maggiormente nel cuore?

"Ho vissuto in tre bellissime città. Udine è quella in cui sono rimasto più tempo, è bello vivere lì. Milano ovviamente è la più grande, quella in cui ci sono più opportunità per fare cose. Napoli poi, beh: bellissima, anche per la gente che ci vive, la cultura e la storia che si respirano".

E tu, speri ancora in una chiamata per giocare?

"Sì, mi sto allenando nella mia città, in attesa di una nuova opportunità. A fine stagione si vedrà, potrei iniziare a studiare per un lavoro dirigenziale o come allenatore. Per ora, però, penso ancora a divertirmi".