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Amadeus: "Inter, non ho dormito. Cambio Bonucci? Simbolico"

ESCLUSIVA - Amadeus: "Inter, non ho dormito. Cambio Bonucci? Simbolico"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
giovedì 13 gennaio 2022, 12:13Esclusive
di Daniele Najjar

Una vittoria che significa tanto, per un'Inter che ha cercato dal primo minuto all'ultimo il gol, temendo alla fine la beffa ai calci di rigore. Beffa che non è arrivata grazie ad un guizzo della coppia Darmian-Sanchez arrivato allo scoccare del 120', che ha portato il primo trofeo dell'era-Inzaghi.

La redazione de L'Interista ha contattato in esclusiva Amadeus, conduttore dalla nota fede nerazzurra, per parlare del trionfo ancora fresco della Beneamata

Amadeus, difficile immaginarsi un epilogo migliore per una partita del genere, no?

"Non ci ho quasi dormito la notte. Partita fantastica, combattuta, l'Inter ha meritato, credo sia stato ammesso da tutti. Se fosse stato pugilato, ai punti avremmo vinto noi. Una squadra solida, in salute, ha corso tantissimo fino alla fine dei supplementari. Partita bella, poteva finire ai calci di rigore, ma l'Inter ha avuto più occasioni e ha legittimato. A volte, anche per sfortuna, tendiamo a concretizzare meno di tutto quello che costruiamo. Non sarebbe cambiato il giudizio anche se fosse finita diversamente, perché i rigori sono una lotteria".

Un'immagine rende bene quello che dici: Allegri chiede il fallo tattico, Bonucci è pronto ad entrare per i rigori. Ma l'Inter attacca e fa gol con Sanchez.

"Esattamente: quella immagine è simbolica e rende benissimo l'idea. Legittima, per carità, ognuno può fare quello che vuole, in quel caso l'allenatore voleva far entrare Bonucci per i rigori e chiedeva di provocare un fallo tattico. Questa cosa però è capitata nel momento in cui il fallo tattico non potevano farlo perché i nostri sono stati bravi ad entrare in area. E lì, il fallo tattico, non lo puoi fare!".

Cosa significa questa vittoria e che spinta può dare?

"Significa tanto, la Juventus è l'eterna rivale dell'Inter. Ma soprattutto perché è un trofeo: l'era di Inzaghi ha già portato una coppa. Al di là dell'avversario. Poi la soddisfazione è doppia per la rivalità. Ho tanti amici juventini che stamattina non riesco a trovare al telefono. Va ammesso: ero scettico in estate, i calciatori ci hanno smentito".

Ha ragione Sanchez? Ha dimostrato tutta la convinzione nei propri mezzi in quell'intervista finale.

"E' normale che dica questo, è un signor giocatore, alla fine decide l'allenatore come ha detto anche lui. Allenatore che ha 4 attaccanti. Quando Inzaghi ha sostituito Lautaro e Dzeko sembrava un azzardo, ma a mio figlio ho detto: "Dipende, se vinciamo avrà ragione lui". E' stato così, questo è il calcio, le valutazioni si fanno dopo. Anche perché arriva l'Atalanta. Se consideri i 4 attaccanti alla pari, va bene farli ruotare".

Dalla Juve ti aspettavi di più? Qualche opinionista, come Tacchinardi nel post-partita di Mediaset, ha affermato che i bianconeri hanno fatto il massimo e ne sono usciti a testa alta, sei d'accordo?

"Beh ma un ex giocatore è chiaro che avrà sempre parole carine, è come chiedere di parlar male della ex fidanzata (ride, n.d.r.). La Juve ha fatto la sua partita, ha fatto il massimo per quelle che sono le sue possibilità quest'anno. Senza Cristiano Ronaldo i bianconeri hanno perso tantissimo, non sono gli stessi degli scorsi anni. Poi le assenze ci sono, ma per gli juventini non penso fungano da giustificazione, perché vedendo la rosa ci sono sempre fior fior di giocatori. La Juve è sempre la Juve".

Dal mercato vorresti qualcuno?

"Il più grande acquisto dell'Inter si chiama Marotta. Lui sa esattamente di cosa abbiamo bisogno e se abbiamo necessità. Sono tranquillo e fiducioso. Non credo che a gennaio certi equilibri vengano toccati. Questa squadra ha certi valori morali e di gruppo, decideranno loro valutando un po' tutto".