È bastato un pareggio per dividere i tifosi e scatenare una mini polveriera su come interpretare uno 0-0

È bastato un pareggio per dividere i tifosi e scatenare una mini polveriera su come interpretare uno 0-0TUTTOmercatoWEB.com
giovedì 14 dicembre 2023, 22:06Editoriale
di Lapo De Carlo

E’ bastato un pareggio in casa, il secondo posto nel girone di Champions e relativa urna difficile per lunedì 18, per dividere i tifosi e scatenare una mini polveriera su come interpretare uno 0-0. Le modalità sono simili a quelle che in anni passati, con Spalletti e Conte, avevano portato l’Inter a interpretare male l’ultima decisiva partita del girone, facendosi eliminare dal Barcellona B, lo Shakhtar e il PSV. L’Inter era già ampiamente qualificata ma vincere in casa con la Real Sociedad per ottenere il primo posto e avere la possibilità di un ottavo meno complicato non sembrava impossibile.

Quello che ha innervosito una parte del tifo è stata una mancanza di determinazione, quasi un appagamento verso il risultato ormai conseguito. Quello che invece irritato l’altra parte è la critica. Di qualunque tipo. Moderata o eccessiva che fosse.
Inzaghi ha detto di non voler vedere musi lunghi e da parte sua è pienamente ragionevole ma da parte del tifo c’è ormai un irrimediabile divisione su come si dovrebbe parlare di calcio.

Personalmente ho eccepito sulla prestazione non entusiasmante di Cuadrado (ma era scontato che dalprimo minuto avesse problemi), Frattesi, verso il quale in questa stagione non ho pretese enormi, mi aspetto al contrario che faccia una stagione di studio per diventare grande dal prossimo campionato e Sanchez, che al pari di Arnautovic non incide. La squadra allenata da Inzaghi ho scritto, ribadendolo anche qui, non può avere la stessa intensità se gioca ogni tre giorni. Il fatto che tutti si ostinino a definirla forte, fortissima, invincibile, persino “la squadra più forte del mondo” sembra aver caricato all’eccesso le aspettative verso un Inter addirittura smodata.
Non è così.

Abbiamo un undici titolare molto forte ma che rispetto alla scorsa stagione non è necessariamente migliore. Pavard ha sostituito Skriniar ed è un giocatore di livello assoluto. Thuram lo ritengo persino più forte di Lukaku ma l’assenza di un giocatore come Dzeko (che quest’anno avrebbe fatto molto comodo) si sente. Non c’è più Correa ma Arnautovic e Sanchez sembrano sullo stesso livello.

Frattesi, con tutto il bene che gli si può volere e la speranza diventi un grande centrocampista, al momento è un downgrade rispetto ad un centrocampo che aveva Brozovic in rosa (anche se parliamo di due ruoli diversi). Calhanoglu conferma di essere un registra di altissimo livello, Mkhitaryan, a parte la gara contro gli spagnoli, sta confermando le sue qualità, se manca Barella si sente molto, perché è un giocatore indispensabile in ogni zona del campo. L'Inter dipende ancora molto dai suoi titolari ma i "paratitolari" oggi garantiscono più di quelli che avevamo fino all'anno scorso.

La differenza la fa dunque la profondità della rosa, che è più funzionale, ma non ha fenomeni che entrano in campo e risolvono il match con giocate formidabili. E’ già un lavoro eccezionale quello fatto dalla società in estate e non ho mai pensato che l’Inter dovesse obbligatoriamente vincere qualcosa. Mi aspetto e credo ritenere l’Inter più forte della Juventus e le altre ma averla 2 punti significa non poter entrare in campo rilassati.
L’unico problema riguarda un ottavo che tra febbraio e marzo sarà complicato dall’eccesso di tensione e questo potrebbe sottrarre energie nervose alla squadra per le partite di Campionato. La preoccupazione non è quindi se l'Inter riuscirà a passare il turno ma quante energie lascerà sul campo in vista della successiva gara di Campionato, considerando che i bianconeri difficilmente molleranno la presa.
Inzaghi lo sa bene e non a caso sta facendo molto più turn over.

Amala