Ancora Acerbi? Lo scopriremo a Genova

Ancora Acerbi? Lo scopriremo a GenovaTUTTOmercatoWEB.com
domenica 12 febbraio 2023, 20:29Editoriale
di Gabriele Borzillo

Fine settimana senza Inter. Beh, un giorno di riposo in più può far bene, soprattutto in vista del tour de force che aspetta i colori del cielo e della notte. Si ricomincia lunedì, si ricomincia da Genova, una di quelle piazze dove la passata stagione hai perso punti fondamentali impattando una partita di poca voglia e grinta ancor minore. L’ubriacatura post derby è bella che finita, riparte la giostra ma, dal mio personalissimo punto di vista, Inter-Milan non può e non deve essere messa nel dimenticatoio, archiviata come una vittoria qualsiasi. Perché non è stata una vittoria qualsiasi. È stato un dominio, sommato al dominio della Supercoppa, quella roba che chi la vince festeggia e chi la perde non importa nulla, è l’ennesimo portaombrelli: certo, l’ennesimo portaombrelli che avresti voluto nella tua bacheca. Svilimenti a parte, chi non sa perdere racconta verità tutte sue, a me rompe le palle pure perdere l’amichevole contro il Baracca Lugo - viva sempre il Baracca Lugo –, le due stracittadine hanno raccontato di come l’Inter attuale, quella di questa stagione tanto per intenderci, riesca a trovare stimoli e personalità spesso contro le squadre a lei equiparabili. Torino, la sconfitta con la Juventus, figlia di sessanta minuti dominati senza fare un gol, roba da matti, per poi disunirsi mancando totalmente di reazione al momento dello zero a uno. Da lì e prima di lì, Barcellona, la discreta prestazione col Bayern Monaco pur senza qualche titolare - ringraziamo l’arbitro slovacco Kruzliac, con lui in campo le parate dei difensori sono ammesse, abbiamo scoperto una nuova interpretazione del regolamento, Collina ne tenga conto – e poi, in ordine puramente temporale, Atalanta, Napoli, Supercoppa, ancora Atalanta, di nuovo il Milan. Questo per dire che l’Inter, la tanto bistrattata Inter del ridimensionamento, vendiamo tutti, libri in tribunale (la mia preferita per distacco), cacciate via proprietà e allenatore, per prendere chi qualcuno me lo spieghi e mi spieghi, razionalmente e non di pancia soprattutto visti i regolamenti inerenti il Financial Fair Play, come sia possibile investire millemilamigliaia di migliardi (con la g, rafforzativo sullo stile fantozziano del congiuntivo batti lei) se fatturi poco meno di quattrocentocinquanta milioni ma, ad esempio, hai spese solo per la squadra di poco inferiori ai trecento (sempre milioni, mica euro), circa l’ottantasei per cento, una follia. Vabbè, la risposta scontata è che al tifoso interessa quasi zero il report economico: spiace, oggi è la voce principale, se non si capisce questo il resto, cantava Franco Califano, grande interista, è noia.

Genova per ricominciare dicevamo, Genova per capire se siamo ancora acerbi o, in alternativa, qualcosa è cambiato (Jack Nicholson ed Helen Hunt, 1997, consiglio vivamente, anche di più) nella testa dei nostri eroi. In tema Acerbi: ho gradito, neanche poco, le parole del difensore ex Lazio, oggi colonna portante nello scacchiere del Simone nazionale. Mi piace Francesco, va sempre dritto al punto senza girarci troppo intorno, ha scalato in brevissimo tempo le gerarchie interne allo spogliatoio, oggi è leader nemmeno silente e assai prezioso. Inoltre, roba non da poco, ha conquistato la tifoseria a suon di prestazioni più che di chiacchiere farlocche, quelle appartengono ad altri casomai. Genova per i tre punti, perché i tre punti in questo momento specifico del campionato sono fondamentali: perché questi tre punti ci racconterebbero di una squadra finalmente con la giusta concentrazione indipendentemente da chi si trova di fronte.

Viva Darmian e viva D’Ambrosio, ci sta sempre bene.

Alla prossima.