Stankovic, dall'esordio a San Siro alle indicazioni sul futuro. Ruolo, prospettive e scenari
Il giorno sognato una vita intera è finalmente arrivato: Aleksandar Stankovic ha fatto il suo esordio in maglia nerazzurra, nell'emozione generale della tifoseria interista, in occasione della prima gara stagionale di Serie A che l'Inter ha disputato contro il Monza.
Tifoso della compagine meneghina da quando ha avuto il piacere di osservare le gesta del padre Dejan con indosso la maglia dell'Inter, il calciatore serbo nato a Milano nel 2005 ha sempre avuto un'idea chiarissima in mente: diventare un protagonista del club meneghino. Per poterla concretizzare, ha accettato con consapevolezza di iniziare tale stagione senza alcuna garanzia in termini di un minutaggio elevato, data la presenza di un titolare illustre come Hakan Calhanoglu - nella posizione di regista - e di un potenziale sostituto di livello indiscusso come Piotr Zielinski. Il motivo è evidente: l'ambizione di affermarsi in nerazzurro esclude in radice qualsiasi tentennamento rispetto all'obiettivo da egli stesso prefissato.
Scenario presente
Un'indicazione a proposito delle gerarchie individuate dal tecnico Cristian Chivu in merito al detentore delle chiavi della cabina di regia è stata offerta proprio dalla gara di San Siro contro la compagine brianzola. Calhanoglu ha iniziato il match da titolare, impreziosendolo oltretutto con una sua tipica conclusione vincente dalla distanza; Zielinski lo ha proseguito, in quel ruolo, occupando la casella lasciata sguarnita dal numero 20 interista dopo il cambio con Petar Sucic al 54'; Stankovic lo ha concluso, prendendo il posto del polacco all'83' per beneficiare dell'ovazione dei tifosi nerazzurri e vivere il suo esordio assoluto a San Siro.
Prospettive e scenari
Le gerarchie siffatte concernono il presente, ma nulla preclude agli attori protagonisti di cambiare lo scenario del centrocampo nerazzurro. Con questa velleità atta ad animare la sua azione, Stankovic dedicherà ogni suo sforzo - nel corso della settimana - per spingere mister Chivu a promuovere il suo status nello scacchiere interista.

