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Ci risiamo, basta un errore per scatenare critiche insensate. Stankovic merita tempo e fiducia

Ci risiamo, basta un errore per scatenare critiche insensate. Stankovic merita tempo e fiduciaTUTTOmercatoWEB.com
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Ieri alle 23:45Corsivo
di Michele Maresca

Nel 2-1 con cui l'Inter ha sconfitto la Juventus, nell'ultima amichevole estiva a Perth - prima del ritorno in Italia - a fare notizia sono state le prestazioni di Leonardo Bovio, Federico Dimarco e Andy Diouf. La seconda non può sicuramente stupire, data la palma di MVP conferita all'esterno italiano nell'ultima stagione di Serie A. Sempre meno inaspettate sono le prestazioni di livello ottimale garantite da Andy Diouf, autentico mattatore del precampionato interista, mentre ha il significato di potenziale "pillola di protagonismo futuro" la gara disputata da "professore" da parte del 2008 Leonardo Bovio contro i bianconeri.

Un po' meno positivo è stato il rendimento di Aleksandar Stankovic, nel match giocato contro la squadra allenata da Luciano Spalletti. Ciò è dovuto, principalmente, al fatto che non abbia tenuto il passo di Francisco Conceicao, immolatosi verso il gol del definitivo 1-2 nei minuti finali dell'incontro. Questo episodio potrebbe bastare per far diminuire la fiducia riposta nel calciatore serbo da parte dell'Inter e della sua tifoseria? La risposta è automatica: non avrebbe alcun senso iniziare a dubitare delle qualità del classe 2005 per un singolo intervento difensivo mancato. Eppure, alcuni hanno iniziato a mettere in discussione uno dei potenziali pilastri della compagine meneghina per una negligenza che può capitare a tutti, anche ai calciatori più esperti.

L'imperativo

Non solo Stankovic dovrebbe essere supportato, dopo la gara contro la Juventus, con ancora maggior convinzione in vista dell'inizio della prossima stagione. Ma, in aggiunta rispetto a ciò, il coefficiente di fiducia e affidamento nei confronti dell'ex canterano nerazzurro dovrà essere immutato anche in caso di (eventuali) inziali difficoltà a inserirsi pienamente nei meccanismi della compagine meneghina. Ciò sarebbe del tutto comprensibile, considerando la necessità di adeguarsi gradualmente alle dinamiche di un top club strutturato in modo così articolato e codificato, come quello nerazzurro. 
Pretendere di non conoscere questa situazione significherebbe trattare in modo inopportuno e ingeneroso una fattispecie che, invece, richiederà attenzione, fiducia e piena legittimazione.