"Da vendere al miglior offerente", "non da Inter": Pio Esposito dà una lezione a chi non l'ha ancora compreso
Tra gli indubbi protagonisti della gara di Serie A vinta dall'Inter contro il Monza, con il punteggio di 4-1, vi è stato l'attaccante nerazzurro Francesco Pio Esposito, autore di un gol e di un assist. Una rete propiziata sfoderando la sua principale qualità, ossia quella della protezione del pallone grazie a uno strapotere fisico mostrato con continuità nell'arco della gara. Un'altra messa a segno con un pregevole colpo di tacco frutto di brillantezza, coraggio e doti da rapace d'area di rigore.
Riferimento offensivo
Con Lautaro comprensibilmente non al top della propria condizione, dato che la sua preparazione è iniziata soltanto due settimane fa, il punto di riferimento in fase avanzata dell'Inter è stato proprio Pio Esposito. Il calciatore italiano, oltre ad aver garantito un gol e un assist, si è dimostrato fondamentale nella costruzione di azioni offensive per la sua compagine. Agendo da pivot, il classe 2005 ha fatto a sportellate con i difensori avversari uscendone costantemente vincitore e smistando la sfera verso i compagni liberi per essere serviti. Ad attestare tale realtà è anche un dato oggettivo, ossia il numero 9 scomparso dalla maglia del centravanti dell'Inter a causa dell'aggressività dei suoi marcatori durante il match.
Critiche incomprensibili
Come se ce ne fosse ulteriore bisogno, dopo che Pio Esposito ha trascinato la sua compagine nel periodo d'assenza di Lautaro (segnando a Juventus, Fiorentina e Atalanta), l'attaccante nerazzurra ha dato un'ulteriore prova del suo effettivo valore. Rispetto ad affermazioni avventate come "Pio è da vendere al miglior offerente" o "non sarà mai un giocatore da Inter", il giovane campano ha preferito rispondere come gli è più consono: attraverso la condotta sul rettangolo di gioco. Non con parole vuote, bensì con un'altra prestazione al livello del compito da protagonista richiestogli all'Inter.

