Anima, identità, cuore: come Lautaro ha sublimato le sue qualità diventando imprescindibile per l'Inter
L'Inter ha completato l'ennesima rimonta, questa volta contro la Roma, del suo inizio di stagione. Anche se non è coincisa con una vittoria, bensì con un pareggio per 2-2, la gara contro i giallorossi ha fatto nuovamente emergere la tendenza a non abbattersi nonostante un doppio svantaggio che avrebbe potuto minare le certezze e consapevolezze preesistenti. E se tale spartito ha potuto ripetersi, nel match dell'Olimpico, un grande merito è evidentemente da conferire al capitano Lautaro Martinez, il vero punto di riferimento dei nerazzurri in campo e al di fuori del rettangolo di gioco.
Gli ingredienti di una ricetta vincente
Nel sottolineare l'importanza strategica del Toro nello scacchiere del tecnico Cristian Chivu si potrebbe facilmente scadere nella retorica, considerato che il valore dell'argentino è evidente a tutti. Ma in termini di puro realismo, è più che mai opportuno rimarcare un elemento che accomuna svariati valori: la fame che si legge negli occhi del capitano nerazzurro quando è in procinto di calciare o appena dopo aver messo a segno una rete. Quella "fame" rappresenta la traduzione in termini sostanziali di un'identità molto chiara e di un approccio alle gare che privilegia il massimo sforzo come veicolo per raggiungere l'obiettivo auspicato. Fame come "cattiveria agonistica", predisposizione che appartiene soltanto a coloro che sono in grado di sublimare le qualità tecniche donategli dalla natura con una forza mentale fuori dall'ordinario.
L'esempio
Su queste basi, l'importanza di Lautaro per l'Inter è duplice: far guadagnare punti alla sua squadra e rappresentare un modello di condotta da cui ogni compagno, che sia più esperto o in piena formazione, dovrebbe prendere esempio. Di ciò sono consapevoli anche gli altri senatori nerazzurri, i quali non perdono occasione per rimarcare quanto il proprio capitano rappresenti l'anima della squadra di cui incarna valori e ambizioni.

