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Akanji torna all'antico splendore. Pellegrino neutralizzato, equilibri ridefiniti: ora un grande test

Akanji torna all'antico splendore. Pellegrino neutralizzato, equilibri ridefiniti: ora un grande testTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 11:45Primo piano
di Michele Maresca

Manuel Akanji ha vissuto un inizio di stagione a targhe alterne. I primi incontri non sono stati disputati in maniera conforme ai livelli cui aveva abituato nella scorsa stagione, quando si era disimpegnato con estremo successo nel ruolo di difensore centrale dopo esser partito con l'idea di occupare la posizione di braccetto destro. In quell'annata, infatti, il calciatore elvetico si era dimostrato così affidabile da convincere il tecnico nerazzurro a panchinare Francesco Acerbi, che era stato il riferimento assoluto dei nerazzurri nell'asse centrale della retroguardia, per una larga parte del campionato.

Dalla partenza a rilento al ritorno alle origini

In difficoltà contro il Napoli, l'Udinese e la Roma, Akanji ha dovuto ripristinare quel livello di convinzioni e fiducia che - se fosse stato presente in quelle circostanze - avrebbe molto probabilmente consentito alla squadra di subìre meno di 7 gol in 3 gare. Ciò è avvenuto in maniera graduale, ma con costanza, grazie alla capacità del suo allenatore di garantire un combinato disposto tra: il consentirgli di recuperare energie, laddove necessario, e il fatto di mostrargli una stima intatta con il suo impiego nel ruolo di difensore centrale della retroguardia nerazzurra. 

Il risultato è ciò a cui si è assistito contro il Bologna, lo Shakhtar e la Fiorentina: due gol subìti, di cui nessuno per una sua responsabilità diretta, e tanta sicurezza mostrata nei duelli, negli anticipi e in conduzione della sfera.