Zazzaroni: "Tutti parlano di calcio italiano alla deriva, ma Inter e Roma hanno giocato bene"
"Non ne abbiamo vinta una in Champions, però ci siamo divertiti un sacco, no? O sbaglio? In un paio di occasioni abbiamo addirittura dato a lungo spettacolo". Questa la riflessione proposta dal direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, sul quotidiano romano stamani e al termine degli impegni infrasettimanali di coppe europee delle formazioni italiane. Proponendo un'analisi personale di seguito.
"Martedì l’Inter di Chivu ha prodotto una serie infinita di occasioni da gol, fallendone la maggioranza (non per colpa di Cris), la sera dopo la Roma è stata imperiale per 82 minuti, ha sovrastato un Real in confusione (Vinicius inquietante, Dumfries e Cucurella avevano mandato a Roma i rispettivi fratelli) ma alla fine ha rovinato tutto", la disamina circa le due sconfitte incassate dai nerazzurri e i giallorossi, entrambi per 3-4. "Il tifoso innamorato ha comunque apprezzato", a differenza di "chi propala la prevalenza del gioco sul risultato nel calcio professionistico, o del profitto, oltretutto in stagioni da 60 partite e con soste di 20 giorni, che dovrebbe accettare la sconfitta ben giocata e valutare la prestazione in sé". Peccato che per queste persone, secondo il noto giornalista italiano, sia tutto "un... fallimento, il calcio italiano è alla deriva, quando andiamo in Europa ci sfondano e si nota terribilmente la differenza".
Gran parte del gap intravisto tra big europee e squadre italiane dipende dal potere economico dei club: "(...) Quando mancano i denari. Ovvero quando tu, Roma, spendi 89 milioni di monte ingaggi, mentre il solo Vinicius da quest’anno ne riceve quasi 50 lordi (24,3 netti). Per non parlare di Mbappé, Haaland e, più in generale, di Liverpool e Barcellona", ha fatto riflettere Zazzaroni. Soffermandosi infine su una statistica sullo Special One: "Con il gol di Rudiger José Mourinho è arrivato a 500 reti in 188 partite (media 2,65) sulla panchina del Real. Mai nessuno come lui al Madrid".

