Stankovic risponde alle 'incomprensibili' critiche ricevute dopo il Karlsruhe. Il livello è già da big
L'Inter ha conquistato l'Asaki Trophy grazie al successo contro il Manchester City dopo la lotteria dei calci di rigore. 1-1 il punteggio al termine dei minuti regolamentari, con i nerazzurri che hanno pareggiato il vantaggio iniziale dei Citizens grazie alla rete di Benjamin Pavard: tutto accaduto nel primo tempo.
Tra i calciatori che si sono meglio disimpegnati sul rettangolo di gioco vi è, indubbiamente, il centrocampista serbo Aleksandar Stankovic. Il classe 2005, prelevato dal Brugge grazie al pagamento dei 23 milioni di euro previsti per l'esercizio del diritto di riacquisto in questa sessione di mercato, ha saputo offrire una prestazione da "centrocampista totale". Arcigno e tenace in termini di copertura difensiva, preciso e immediato nelle verticalizzazioni e nei cambi di gioco: un rendimento da giocatore in grado di badare a tutte le funzioni a lui richieste sul prato verde.
Il futuro
La prestazione di Stankovic, contro il Manchester City, è stata valorizzata ed elogiata dal suo tecnico Cristian Chivu, espressosi in questi termini a Sky Sport: "Ha fatto una buona gara. Lo ha fatto vedere. Siamo tutti contenti di come si allena, anche lui non è in condizione ottimale. Però per impegno, per qualità e per quello che l'avversario ci ha concesso oggi lui è stato molto bravo a leggere e a distribuire".
Oltre al valore delle prestazioni garantite sul rettangolo di gioco, un altro elemento che contribuisce all'apprezzamento dell'intero mondo nerazzurro nei riguardi di Stankovic è dato dalla sua dedizione al lavoro. Anche per questa ragione, nella convinzione che possa soltanto migliorare attraverso il lavoro quotidiano al servizio dello staff tecnico nerazzurro, il suo futuro all'Inter è sigillato a doppia mandata.

