Dallo scetticismo iniziale all'inevitabile rinnovo: le tappe del primo anno di Chivu alla guida dell'Inter
Se un anno fa di questi tempi qualcuno avesse raccontato che Cristian Chivu, al termine del suo primo anno alla guida dell'Inter, avrebbe portato i nerazzurri ad alzare al cielo Scudetto e Coppa Italia e mettere la firma sul rinnovo del contratto fino al 2028, probabilmente in molti avrebbero avuti diversi dubbi. Perché l'avventura del tecnico rumeno era iniziata proprio così, tra lo scetticismo di chi dubitava che un giovane allenatore con alle spalle solo 13 panchine in Serie A con il Parma potesse far rinascere una squadra psicologicamente a terra dopo una stagione chiusa con zero titoli e una finale di Champions persa 5-0. E invece Chivu, dopo le prime critiche arrivate post Mondiale per Club, ha lavorato a testa bassa fino ad entrare nel cuore e nella testa dello spogliatoio e di tutto il mondo Inter.
Anche se durante la stagione appena conclusa le difficoltà non sono mancate, già all'inizio, con due sconfitte in campionato contro Udinese e Juventus nelle prime tre partite. Da lì in poi il filotto che ha riportato i nerazzurri subito nei piani alti della classifica. Poi nel giro di un mese le sconfitte contro Napoli e Milan che hanno alimentato i dubbi sull'operato di Chivu: nel mirino l'incapacità dell'Inter di essere cinica negli scontri diretti, trend confermato anche in Champions League. Percorso netto nelle prime quattro gare contro le avversarie sulla carta più agevoli, poi le difficoltà nelle gare di maggiore livello, anche se gli episodi sono spesso girati contro, vedi sconfitte a Madrid all'ultimo secondo contro l'Atletico e in casa con il Liverpool tra le tante polemiche arbitrali.
In campionato l'Inter ha continuato a inanellare vittorie, tanto da chiudere il 2025 nettamente in vetta alla classifica, nonostante la macchina della sconfitta ai rigori col Bologna nella semifinale di Supercoppa Italiana. L'inizio del 2026 è praticamente perfetto, eccezion fatta per la sconfitta interna con l'Arsenal futuro finalista della Champions League, fino alla doppia sfida con il Bodo/Glimt di fine febbraio, l'unica vera macchia della stagione nerazzurra. Le scorie dell'eliminazione europea si fanno sentire, insieme a qualche infortuio di troppo, a marzo, mese che l'Inter chiude senza vittorie, in particolare la sconfitta nel derby e i pareggi con Atalanta e Fiorentina che rischiano di riaprire i discorsi Scudetto. Dopo l'ultima sosta Nazionali arriva lo strappo decisivo: le vittorie contro Roma e Como, battuto in rimonta poche settimane dopo anche in Coppa Italia, mettono una chiara ipoteca sul tricolore, conquistato aritmeticamente dopo la gara con il Parma con 3 gare di anticipo. C'è poi tempo anche per la doppietta nella finale di Coppa Italia a Roma contro la Lazio.
Un capolavoro che porta la firma di Cristian Chivu, tutt'altro che scontata vista l'importante eredità da raccogliere. Un percorso lungo culminato con un meritatissimo rinnovo del contratto fino al 2028. Ora l'obiettivo è tornare ad essere competitivi anche in Europa, in modo da scacciare definitivamente anche quei pochi dubbi rimasti.

