L'Inter ha un vantaggio strategico sulle rivali. I 3 assi su cui preservare il sistema vincente
Fondare le proprie speranze di successo sul fatto di non cambiare nulla, quando tutto sembra andare al meglio, significa essere privi di una visione lungimirante per il futuro. L'Inter si trova esattamente in questa situazione: dopo aver dominato nell'ultima stagione di Serie A, il club nerazzurro è in possesso di un vantaggio strategico sulle rivali, del quale non deve però accontentarsi. Pena il rischio di veder erodere la distanza tra sé e le inseguitrici nel contesto del massimo campionato italiano.
Polveriera Milan
Dopo il triplice addio di Max Allegri, Igli Tare e Giorgio Furlani, il duo Gerry Cardinale-Zlatan Ibrahimovic ha trascorso varie settimane alla ricerca delle tre figure ideali cui affidare, rispettivamente, gli incarichi di allenatore, direttore sportivo e amministratore delegato. La ricerca è proseguita anche oltre il limite temporale che la proprietà si era inizialmente prefissata, ma negli ultimi giorni il quadro sembrava essersi chiarito in senso favorevole agli auspici di società e tifoseria del Milan. La firma sul contratto, da parte dell'allenatore portoghese Ruben Amorim, appariva infatti come la rappresentazione plastica di un'intesa trilaterale che coinvolgeva anche il duo dell'Eintracht Markus Krösche e Timmo Hardung. Tutto fatto? Non proprio, anzi. La cronaca delle ultime ore racconta dell'assenza di un accordo tra Krösche e il Milan, con Hardung che sembrerebbe destinato a proseguire anch'egli la propria avventura nel club tedesco. Mal sopportata sarebbe stata la condotta della proprietà rossonera, rea di aver trattato con Krösche senza una previa comunicazione alla sua società d'appartenenza. Il quadro appare, ora, di nuovo fosco: tutto da rifare per il Milan, al 18 giugno, quando mancano poche settimane al ritiro estivo.
Rivoluzione Juventus
Dopo l'ennesima stagione senza trionfi - un evento ritenuto inaccettabile dalla proprietà Elkann - la Juventus ha deciso di provare a darsi un volto maggiormente coerente con la sua storia. Fuori Damien Comolli e dentro Giovanni Carnevali, asceso ai massimi livelli del calcio italiano grazie al notevole lavoro svolto nell'ultimo decennio da AD del Sassuolo. L'idea è chiara: tornare a seguire uno stile di condotta maggiormente simile a quello praticato da Giuseppe Marotta, ossia il dirigente cui Carnevali appare più affine. L'aggiunta di calciatori italiani di talento e personalità e l'adozione di uno stile comunicativo sobrio e istituzionale sono i primi elementi da aspettarsi rispetto alla rivoluzione che Carnevali intenderà imprimere al mondo Juventus. Con Luciano Spalletti ancora alla guida della squadra per far meglio del quinto posto raggiunto nell'ultima annata di Serie A.
Occasione Inter
In questo scenario - arricchito da un Napoli che sostituirà Antonio Conte con Max Allegri e una Roma e un Como che confermeranno rispettivamente Gian Piero Gasperini e Cesc Fabregas - l'Inter ha un'opportunità cruciale da non farsi scappare. Il club meneghino, forte di un vantaggio dimostrato con evidenza nella prima stagione di Cristian Chivu sulla propria panchina, sa di dover attingere al mercato in entrata per apportare le correzioni necessarie per conservare - e magari incrementare - il margine che detiene sulle rivali.
Per farlo, l'Inter dovrà fondare la sua strategia sul mercato su alcuni assi portanti: acquisto di talenti che possano alimentare la competitività immediata e futura della squadra; aumentare la componente di personalità e mentalità vincente della rosa; trattenere i calciatori su cui si impernia il sistema vincente costruito nelle ultime stagioni. Solo con questi ingredienti si potrà guardare al mercato estivo, tra qualche mese, senza il rimpianto relativo al non aver messo a segno i colpi mirati funzionali a scrivere nuove pagine di storia del club nerazzurro.

