Savelli esalta Thuram: "Il Santo Francese stupisce, Lukaku è il solito"
Il match dell'Olimpico di ieri non ha aggiunto nulla di nuovo a ciò che gli interisti già sapevano. "L’Inter conosce benissimo queste prestazioni di Romelu Lukaku, un gigante contro le piccole, un danno contro le grandi. Le ha vissute sulla sua pelle nelle due finali continentali, quella dell’Europa League con Conte in panchina e quella di Champions con Inzaghi la scorsa estate, e in alcune altre grandi sfide. Niente di nuovo, se non essersene liberati e avere un Thuram che prende vita al contrario di Lukaku: sorridendo, divertendosi, impegnandosi", si legge sul fondo di Claudio Savelli su Libero.
Dall'assist involontario per il gol di Acerbi all'essersi fatto ipnotizzare da Sommer nell'occasionissima per il pari: "La spizzata di testa nell’area difensiva è un assist ad Acerbi: anche un attaccante dovrebbe sapere come si rinvia il pallone. L’indecisione davanti a Sommer è tutta un programma: che faccio, tiro o rientro o dribblo, e alla fine non faccio niente. La Roma non lo ha preso per questo e dovrebbe iniziare a chiedere il conto dell’investimento a Lukaku, accolto come il messia e ora uomo in meno".
La scena è tutta per Thuram: "La prova del nove delle squadre è segnata dai Nove. Romelu no, Thuram sì. Il Santo Francese stupisce per la felicità con cui gioca, il suo sorriso dopo il gol che ricorda all’Inter di divertirsi in campo perché così vincere è più facile e la sua simpatica negazione del secondo gol, che era in realtà un’autorete di Angelino. La porta girevole di questi due attaccanti ricorda che il calcio non è solo tecnica, tattica e fisico ma anche e soprattutto emozioni".

