Sacchi: "Pio Esposito è una risorsa per l’Inter e per il calcio italiano"
Sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, Arrigo Sacchi ha commentato la sfida Inter-Juventus di sabato sera a San Siro. Le sue parole: "Con sofferenza, com’è nel classico stile Inter. Con orgoglio, com’è scritto nel dna del club. Vittoria da incorniciare pensando alla volata scudetto, per i nerazzurri, anche perché il Milan, secondo, è distanziato di otto punti pur avendo una partita in meno. Tuttavia, questa sfida ha evidenziato alcuni punti deboli sui quali Chivu dovrà lavorare per raggiungere un alto livello soprattutto riflettendo sugli impegni di Champions League. Che l’Inter sia la squadra più forte, a livello tecnico e fisico, nessuno lo mette in dubbio. Però bisogna assolutamente cancellare certe amnesie che rischiano di compromettere il risultato.
A volte è come se si spegnesse la luce. Perché? Nel primo tempo mi è piaciuta di più la Juventus. Più organizzata, idee chiare, manovre veloci, pallone che viaggiava da un settore all’altro togliendo spesso i punti di riferimento agli avversari. Ottima, a mio avviso, l’intuizione di Spalletti che ha trovato il ruolo perfetto per McKennie. L’Inter si è trovata in vantaggio per un episodio molto fortunato, ma non è stata in grado di gestire l’1-0 e di proporsi per il raddoppio, nonostante qualche occasione estemporanea.
Pio Esposito è una risorsa per l’Inter e per il calcio italiano, e lo dico pensando ovviamente alla Nazionale. I nerazzurri volevano la vittoria e i tre punti se li sono conquistati con la fatica, con il sudore e con l’orgoglio. Il gol di Zielinski è un’autentica liberazione, Chivu esulta come fosse un giocatore e posso capirlo: quando le partite contengono un tale livello di adrenalina, anche gli allenatori partecipano alla lotta ed è giusto così".
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