Rummenigge si lascia andare ai ricordi: "Quando ero all'Inter non c'era partita paragonabile al derby"
Karl-Heinz Rummenigge, membro del board del Bayern Monaco, ha parlato a La Gazzetta dello Sport in merito alla Superlega visto che la giornata di domani sarà cruciale per la possibilità o meno di veder nascere la competizione estranea e competitor diretta della Uefa: "Non sono preoccupato. Lo ero la notte in cui hanno annunciato la Superlega. Erano dodici, avevano cercato di convincere invano noi e altri, erano alla rottura. Ho pensato: “E se fanno davvero la rivoluzione? Sarebbe il caos”. In due giorni la bolla è scoppiata. Ero allo stadio per il Bayern e Ceferin ogni cinque minuti mi mandava sms per dire: s’è ritirato il Chelsea, il Liverpool, il City… Era finita".
Sarebbe la fine dei campionati?
"La fine di quelli che conosciamo. Quand’ero all’Inter non c’era partita paragonabile al derby. Lo stesso al Bayern: niente come il Dortmund e ora il Leverkusen. I campionati esistono da una vita, da più vite. Sono le radici del calcio. Blatter mi aveva regalato un albero dicendo: “Kalle, guarda, le radici sono i campionati e le Leghe. Nel ramo più basso le coppe europee, dove vai se ti qualifichi. Poi le nazionali che giocano Mondiali ed Europei. Più in alto Uefa, in Europa, e Fifa”. La Uefa sta facendo il meglio per difendere il calcio nell’interesse di tutti. Con un Esecutivo stabile e un presidente coraggioso come Ceferin. Sa cosa succederebbe se…?".

