Marotta: "Vi dico la verità sul caso Palestra, accordo raggiunto poi..."
La ricerca dell'esterno destro sta vivendo alcuni capitoli, questo è l'ultimo. Chiedo come pensate di rinforzarla, visto che è già una squadra forte, competitiva e quindi non è facile andare a trovare giocatori che possono migliorare. E se c'è anche un po' di desiderio di comunque mettere a disposizione dell'allenatore i giocatori eventualmente nuovi, visto che parte oggi il lavoro, quindi si inizia a fare sul serio.
Ma intanto parliamo di un vuoto che è legato a una scelta rispettosa del percorso di Dumfries, che ha preferito credo concludere la sua carriera in un club prestigiosissimo come il Real Madrid. Quindi ci siamo trovati davanti a una decisione che ci siamo trovati a dover affrontare, non voluta, però devo dire che Piero Ausilio e la dirigenza si sono dati da fare immediatamente e hanno preso in considerazione diverse situazioni, tra cui quella di cui vi ho parlato poco fa (Khalaili). Questa situazione non fa altro che riportarci ai nastri di partenza e la soluzione sono ottimista che si troverà al più presto, anche se manca ancora un mese e mezzo circa alla fine del calciomercato. Un calciomercato che ogni anno diventa sempre più difficile per le cifre che circolano, perché oggi sono delle cifre pazzesche che spesso portano il nostro calcio italiano in un ruolo quasi da comprimario rispetto al ruolo principale che ha sempre avuto negli anni passati. E quindi questo genera difficoltà.
Nonostante ciò ci tengo a sottolineare come noi, su indicazione della nostra proprietà, non abbiamo preclusione nel fare degli investimenti, ma investimenti logici in base al modello economico che rappresentiamo, e questo l'ho sottolineato prima. Per cui io auspico che si possa trovare velocemente questa soluzione, ma come ho sottolineato prima al mister, siamo in una situazione in cui a livello di rosa ci sono tantissimi giocatori, numericamente anche tutti disponibili. Per cui affrontiamo questo inizio di stagione certamente sapendo che dobbiamo ancora completare la squadra e la rosa, però questo deve essere frutto non di ansia, ma deve essere frutto di un processo razionale per arrivare a fare le scelte migliori.
Negli ultimi anni l'Inter, per sua stessa missione, ha sempre dovuto conciliare il concetto di competitività con il concetto di sostenibilità. Però adesso forse siamo in una fase diversa, magari anche più espansiva, e le chiedo se sul mercato l'Inter può permettersi di essere più ambiziosa da questo punto di vista, oppure il principio deve restare sempre quello dell'opportunità da cogliere.
Questa domanda mi dà lo spunto per fare una riflessione che non è ottimistica sulle venti squadre che in questo momento partecipano al nostro campionato. Ce ne sono ben tredici di proprietà straniere, di cui otto, nove di proprietà americana. Quindi questo significa che il nostro calcio non rappresenta più un potere economico territoriale italiano, ma grazie al fatto che sono arrivate queste forze straniere possiamo andare avanti. Nel caso nostro specifico, dopo l'esperienza con Suning, anche l'esperienza oggi con Oaktree sta garantendo continuità, il che non è poco. Ho parlato nel mio discorso di sostenibilità economica, dicevo di vincere con chiaramente un modo sostenibile. Ed è questo l'obiettivo che noi ci prefiggiamo: cercare di vincere con i conti a posto.
Per il secondo anno, grosso modo, posso dire che ci avviciniamo a un risultato di bilancio che dovrebbe essere soddisfacente, il che non è poco considerando anche che in questa stagione abbiamo centrato due obiettivi importanti. Ma il calcio del momento è un calcio in cui non ci si può più abbandonare al mercenatismo, non ci si può più abbandonare a spese folli. Laddove non si riesce a spendere tanto, bisogna avere, come dice Piero Ausilio, grande creatività di mercato, grande fantasia. Ma questo non limita poi il fatto che la proprietà possa dispensare anche possibilità e risorse finanziarie per fare degli investimenti. Noi dobbiamo controllare i costi, non gli investimenti. E quando parlo di costi mi riferisco soprattutto a due soggetti.I calciatori che purtroppo noi non possiamo avere perché magari guadagnano troppo, anche se fossero gratis, per una questione di equilibri. E non dimentichiamoci anche questa categoria degli agenti, che ha sempre più un peso rilevante nel contesto del destino del risultato calcistico. Quindi anche noi ci troviamo a dover combattere, tra virgolette, con queste realtà che certe volte sono prepotenti, che condizionano i trasferimenti e che non sempre poi sono in grado di esprimere valutazioni positive per i loro assistiti.
Se volete vi faccio nome cognome. Io ho già parlato del caso Palestra. Il caso Palestra è frutto di una scelta fatta dal giocatore che, permettetemi, oggettivamente è venuto meno a un impegno verbale che aveva assunto nel mese precedente. Il ruolo del suo agente potrebbe essere un ruolo anche forse di maggiore consistenza dal punto di vista dell'indicazione della strada da seguire.Ha scelto questa strada e quindi noi ci siamo dovuti arrendere e far sì che questo giocatore vada ancora una volta, in un campionato che non è competitivo con noi.
Negli ultimi anni si è parlato spesso della possibilità, necessità di inserire in rosa un giocatore veloce, magari abile nell'uno contro uno. È una priorità, una necessità anche in questa sessione di mercato?
È una domanda molto tecnica, non mi addentro perché è una questione veramente in cui l'allenatore ci confronta, come ha sottolineato lui. E sono contento di questo. Ho detto che quotidianamente si confronta con la società, con me, con Piero Ausilio, Dario Baccin, insomma con chi è qui. E quindi queste sono situazioni che sono parte di quelle che sono le riflessioni giornaliere. Io dico che sono tranquillo, che l'Inter si è affidata a un allenatore giovane e bravo come Chivu, che sta utilizzando e valorizzando al meglio il patrimonio tecnico che la società mette a sua disposizione.

