Jacobelli: "Mazzola, grandezza straripante del campione e dell'uomo"
Anche Xaviel Jacobelli, su Tuttosport, dedica un pensiero alla scomparsa di Sandro Mazzoli: "Una foto, diceva Joan Mirò, puoi guardarla per una settimana e non pensarci mai più, ma puoi anche guardarla per un secondo e pensarci per tutta la vita. Chissà quante volte Sandro l’avrà guardata, l’immagine di Valentino che gli allaccia gli scarpini, il figlio dell’Invincibile che, quando gli chiedevano quanto dolore provasse ancora per Superga sebbene così lontana nel tempo, rispondeva sempre: «Il 4 maggio del ’49 avevo 6 anni 5 mesi e 23 giorni. Da allora, non mi è mai passato». E poi, la cantilena del cuore: Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi, Jair, Mazzola, Peirò, Suarez, Corso. Due numeri, per sempre: l’8 e il 10, una fascia di capitano.
La maglia azzurra. Valcareggi e Rivera. Ronaldo il Fenomeno e Zanetti presi per l’Inter quand’era il suo direttore sportivo, «l’Inter che mi ha salvato la vita ed è stata la mia vita». Frammenti, immagini, pensieri, parole di una Leggenda per sempre. Ha titolato l’Equipe, che in materia, non è seconda a nessuno: «La gloria in eredità, l’Inter nel suo sangue. Monumento dei nerazzurri raggiunge il padre Valentino nel pantheon del calcio». Invero, che cos’è una leggenda, addirittura tramandata di padre in figlio, se non un biglietto per l’immortalità? Non è forse nella realtà delle cose che, finché qualcuno parla di te, non sei morto davvero; finché dicono il tuo nome, tu continui a esserci?
È ciò che accade in queste ore per il Baffo della nazione, la cui scomparsa è sulla bocca di tutti, tanto straripante è stata la grandezza, del campione e dell’uomo. Ha detto Marotta sul terreno dell’Olimpico, prima di una partita che Sandro non si sarebbe perso: «Mazzola ci ha trasmesso valori che non devono andare assolutamente perduti. Da noi dell’Inter e da tutti»".

