Chivu: "10 e lode a tutti. Una cosa che mi ha ferito? Quello che hanno dovuto leggere..."

Chivu: "10 e lode a tutti. Una cosa che mi ha ferito? Quello che hanno dovuto leggere..."TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 07:30News
di Marco Lavatelli

Cristian Chivu ha commentato la vittoria dell'Inter nella finale di Coppa Italia in conferenza stampa. Ecco le sue parole, riprese da Tuttomercatoweb: "Che sogno è? Era il sogno mio, della società, dei tifosi e della squadra. Le ambizioni dell'Inter, la sua storia negli ultimi anni dice di mantenere l'asticella alta ed essere competitivi su tutti i fronti. A volte riesce, altre no, ma contano l'ambizione, il lavoro e le motivazioni giuste per raggiungere obiettivi e sogni. Questo gruppo lo ha fatto sin da subito, da quando hanno accettato che rappresentiamo qualcosa di più importante di noi. Vincere due trofei non è mai scontato ed merito di un gruppo di ragazzi meravigliosi".

Come arrivava a questa notte?

"Sono sui campi da una vita e cerco di capire il mondo, Ho fatto molti anni da allenatore delle perché serve un percorso, non sei mai pronto per certe cose. E mi è servito, da basso ho imparato mille cose che mi sono servite quest'anno. E incontrare questo gruppo è stato fantastico: ci mettono la faccia, hanno ambizioni e trovano le motivazioni, mettendo a disposizione dell'altro la miglior versione che hanno".

Voto alla  stagione?

"Anche io do voto 10 alla squadra, il prossimo anno le ambizioni saranno ancora più alte. Dieci e lode a tutti quanti".

C'è stato un momento della stagione in cui ha dubitato?

"In America già abbiamo messo le cose in chiaro, ho fatto capire chi sono a loro e loro a me. Ho trovato un gruppo che si è messo a disposizione nonostante i cambiamenti e nonostante cose che non erano abituati a fare. Ma quando hai in testa ciò che rappresenti, diventa tutto più semplice. E lo hanno fatto vedere nei momenti di difficoltà. In uno spogliatoio quotidianamente ci sono alti e bassi da gestire, quando vinci alla fine devi essere felice. Ce lo meritiamo".

La chiamavano stagista': cosa l'ha più ferita e cosa le dà più soddisfazioni?

"Soddisfazioni è semplice, per ciò che mi ha ferito dico quello che i miei figli hanno dovuto leggere su di me a inizio stagione. Chiedo scusa io per qualcun altro".

Si è goduto di più a vincere da calciatore o da allenatore?

"Ho vinto anche in Primavera e quella nessuno me la toglie. Lì ho pianto, mentre una settimana fa e oggi no. Quello è il primo e non me lo togliete. Sono strafelice del mio percorso nel settore giovanile di questa società, ma più per i ragazzi, se lo meritano. Sappiamo che aspettative ha una società come l'Inter, noi dobbiamo farci trovare pronti. Ci siamo guadagnati questo col lavoro vincendo trofei, e vogliamo continuare così".

Questo è il momento più felice della sua vita?

"No, perché il momento più felice della vita di un uomo è ciò che riguarda la sua famiglia".