Il grande amore di Mourinho per Mourinho
La stagione sta per terminare e presto sapremo se con uno o due trofei.
E’ scontato che mercoledì la Lazio giocherà seriamente contro un Inter orfana di Calhanoglu e, purtroppo, anche Marcus Thuram. Fatto è che sabato la squadra ha dimostrato di non essere ancora uscita dalla stagione, nonostante molti giocatori stiano valutando il proprio futuro.
In attesa di fare un bilancio definitivo, il quale si rivelerà eccellente a prescindere, vale la pena soffermarsi sull’animo inquieto di Mourinho, perché fa parte della storia del club e molti tifosi ci sono rimasti male per le sue dichiarazioni rigorosamente mortificanti per l’Inter
In un'intervista rilasciata a maggio 2026, Mourinho ha affermato che nessun giocatore dell'attuale Inter (nemmeno Lautaro Martinez) avrebbe trovato posto nella sua squadra del 2010.
Ha specificato di preferire Milito a Lautaro "tre volte tanto" per il legame indissolubile creato durante quella cavalcata.
Commentando i successi dell'Inter allenata dal suo ex giocatore Cristian Chivu, Mourinho ha parlato della "stellina" (riferendosi alla seconda stella o a una buona stella), insinuando che quest'anno l'Inter abbia vinto con facilità perché non ha avuto competitor forti o squadre in grado di contrastarla davvero.
Prima della finale di Champions del 2025, ha ammesso onestamente di aver temuto che l'Inter potesse ripetere l'impresa di vincere tutto: "Sarò un po' cattivo, ma non volevo che lo vincessero. Il Triplete è mio".
Durante la sua esperienza nella capitale, ha dichiarato che la Roma è stata la piazza più bella della sua carriera.
L’utilità di queste affermazioni?
Tutelare sé medesimo. Il brand Mourinho ama stuzzicare gli ex ambienti in cui ha lavorato per restare al centro del dibattito. Per intenderci ha criticato la nuova gestione del Chelsea, ha massacrato il Manchester, sbiadito il Porto, urticato ma lievemente il Real.
E’ stato solo due anni in nerazzurro ma ha vinto tutto, è stato un gigante nel proteggere la squadra e duellare con stampa e avversari uscendone sempre in modo sublime, e per questo ha un condono infinito che il pubblico conserva, malgrado un costante ricorso alle provocazioni all’Inter che infligge con formidabile intempestività e ineleganza.
Per capirci, l’uscita di Jose sulla stellina di Chivu, che non ha avuto contro la miglior Juve, un Milan all’altezza ecc… potrebbe tornargli contro, considerato che anche nell’anno del triplete c’era la stessa situazione. Discorso valido anche per gli anni in cui la Juventus ha fatto incetta di scudetti, approfittando della contemporanea assenza di Inter e Milan, alle prese con guai societari e debiti.
Condivisibili o meno le uscite del portoghese sono tutte parse strumentali. Un esercizio narcisistico che ricorda come lui venga prima di tutto.
E’ stato così anche nella sera della vittoria sul Bayern, quando se ne è andò in quel modo sconcertante, riuscendo a far credere a tutti di non essere tornato a San Siro perché altrimenti sarebbe stato più difficile andare al Real. Molto meglio saltare a bordo dell’auto dei Blancos due ore dopo la conquista della Champions.
Fu un gesto di incredibile volgarità. Mourinho però appartiene alla categoria ristretta dei personaggi. Quelli che anche se ti graffiano, deturpano, ti lasciano e snobbano, restano memorabili.
La fortuna vuole che la vanità di Mourinho negli anni venga dimenticata. Resterà soprattutto quello che ha fatto, la sua intelligenza e simpatia, nonostante resti un inguaribile romantico.
Verso sé stesso.
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
Direttore Responsabile: Lapo De Carlo
Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione n. 18246
© 2026 linterista.it - Tutti i diritti riservati

