Doblete sia! Estetica, pragmatismo, dominio: l'Inter di Chivu è lo spettacolo più bello del 2026
"Stiamo pensando di inserire la stella d'argento? No, il regolamento non lo prevede nemmeno. L'importante è vincere: anche se metaforica, la stella è sempre qualcosa di luccicante". Così si era espresso il Presidente nerazzurro, Giuseppe Marotta, prima del fischio d'inizio della finale di Coppa Italia tra la sua Inter e la Lazio.
L'aggiunta, almeno sul piano metaforico, ci sarà: l'Inter ha infatti superato la Lazio, con il risultato di 2-0, al termine di una gara dominata in lungo e in largo sotto molteplici punti di vista, conquistando così la decima Coppa Italia della sua storia.
Estetica
Perché la qualità di gioco espressa dai nerazzurri è stata di un livello pregiato, in specie per quanto riguarda la prima frazione di gioco. Pur in assenza di Hakan Calhanoglu, il trio composto da Nicolò Barella, Piotr Zielinski e Petar Sucic ha saputo disegnare calcio in purezza, attestando in maniera ulteriore la profondità e la ricchezza del centrocampo del club meneghino. Una nota di merito va riferita, in particolare, al calciatore croato: sempre più in ascesa, sempre più convincente, sempre più in grado di incidere con efficacia nei meccanismi di gioco della sua compagine.
Pragmatismo
Oltre ad essere gradevole, l'Inter di Chivu è stata anche pragmatica, in particolare nei primi 45 minuti di gioco. L'autorete di Adam Marusic e il tap-in vincente di Lautaro Martinez, sull'assist di Denzel Dumfries che ha sfruttato l'errore di Nuno Tavares in disimpegno, hanno certificato un doppio vantaggio a cui la Lazio non ha saputo reagire nell'arco della gara. L'unica pecca della gara dei meneghini è stato il mancato gol del 3-0, a causa dell'imprecisione sotto porta di Luis Henrique - che non ha concluso un'azione ricamata superbamente da Barella e Dimarco - e della conclusione leggermente imprecisa di Zielinski dall'interno dell'area di rigore.
Dominio
Salvo due occasioni pericolose avute dalla Lazio, nel secondo tempo, con Noslin e Dia, l'Inter si è mostrata in sostanziale controllo del match nel suo intero arco di svolgimento. Il doblete, obiettivo che si è avvicinato con sempre maggior concretezza dopo l'ottimo avvio del 2026, è così diventato una realtà concreta: Chivu, alla sua prima panchina in una big, ha regalato all'Inter la sua miglior stagione degli ultimi 15 anni. La vittoria di scudetto e Coppa Italia mancava dall'annata 2009-2010, nella quale i nerazzurri conseguirono il Triplete grazie alla vittoria della sua terza Champions League.
Non sarà una stagione come la seconda di José Mourinho sulla panchina dei meneghini, ma ciò che ha fatto Chivu merita di essere sottolineato in tutta la sua portata. L'Inter ha reso il calcio italiano un suo fortino, manifestando il suo dominio attraverso il binomio tra estetica e concretezza. Nell'ottenere ciò, un ruolo di spicco dev'essere necessariamente attribuito al tecnico rumeno, non solo "psicologo" ma anche grande uomo di calcio.
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
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