Carboni attacca il sistema italiano: "In Spagna il talento gioca, da noi lo sacrifichiamo"

Carboni attacca il sistema italiano: "In Spagna il talento gioca, da noi lo sacrifichiamo"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 12:30News
di Alessandra Stefanelli
Amedeo Carboni analizza il trionfo mondiale della Spagna e critica il calcio italiano: troppi ostacoli per i giovani e poca fiducia nel talento.

Il successo della Spagna al Mondiale riapre inevitabilmente il confronto con il calcio italiano. Amedeo Carboni, intervistato da La Repubblica, ha analizzato il percorso compiuto dagli iberici negli ultimi anni: "Quando giocavo io con la Nazionale li battevamo, eravamo più forti, eppure loro avevano la stessa idea di gioco, la stessa filosofia di oggi, fraseggio, palla a terra".

Secondo Carboni, la differenza è stata soprattutto nella capacità della Spagna di restare fedele alla propria identità e di aspettare il momento giusto. "Aspettavano una generazione di talento e lavorando e credendo nei giovani l’hanno costruita con pazienza".

L’ex calciatore sottolinea come anche l’Italia avesse una propria filosofia precisa: "Anche noi avevamo la nostra identità, fatta di marcature attente e contropiede. Quella che oggi abbiamo rinnegato".

Carboni concentra poi l’attenzione sulla gestione dei talenti, prendendo come esempio Lamine Yamal. "Se ce l’avessimo lo faremmo giocare? Che succederebbe? Da noi farebbe la Primavera, un campionato inutile, che non ha senso, non ha motivo di esistere". La soluzione, secondo lui, dovrebbe essere molto più semplice: far giocare subito chi dimostra di avere qualità. "Sei bravo a 16 anni? Devi andare in campo, confrontarti, vai in Lega Pro".

Il giudizio finale è netto: "Noi il talento lo sacrifichiamo, in Spagna lo fanno giocare".