AIA verso il commissariamento: la riforma degli arbitri professionisti torna sul tavolo
L’Associazione Italiana Arbitri è sempre più vicina a un possibile commissariamento. Se giovedì Antonio Zappi, presidente dell’AIA, dovesse essere condannato anche in appello dopo l’inibizione di 13 mesi già inflitta in primo grado, la FIGC avrebbe infatti la facoltà di intervenire direttamente sull’organo arbitrale, come riportato da Tuttosport.
In caso di commissariamento, il presidente federale Gabriele Gravina potrebbe riattivare una riforma a cui lavora da tempo: sul modello inglese, gli arbitri di vertice diventerebbero professionisti a tutti gli effetti, inseriti in una società creata ad hoc e partecipata dalla FIGC.
Si tratterebbe di una svolta significativa per il sistema arbitrale italiano. Una prospettiva che non incontra il favore di Zappi, ma che sarebbe invece apprezzata da molti direttori di gara di alto livello. Attualmente, un arbitro di Serie A dirige mediamente una ventina di partite a stagione e può arrivare a guadagnare circa 160mila euro l’anno: un impegno che, di fatto, rappresenta già un’attività quasi esclusiva, spesso seguita da incarichi all’interno dell’ambiente calcistico anche dopo il ritiro.
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
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