Lautaro titolare con l'Argentina: 56 minuti in campo per il Toro nel 3-0 all'Algeria
L'Argentina debutta nel migliore dei modi al Mondiale 2026, superando con un netto 3-0 l'Algeria a Kansas City. A prendersi la scena è inevitabilmente Lionel Messi, autore di una tripletta che gli permette di raggiungere Miroslav Klose a quota 16 reti in cima alla classifica dei migliori marcatori nella storia della Coppa del Mondo.
Tra i protagonisti della serata c'è anche Lautaro Martinez, scelto da Lionel Scaloni come centravanti titolare e rimasto in campo per 56 minuti prima di lasciare spazio a Julián Álvarez.
Un lavoro al servizio della squadra
Per il capitano dell'Inter è stata una gara più di sacrificio che di copertina. Lautaro ha lavorato soprattutto per creare spazi e favorire i movimenti di Messi, dialogando spesso con il numero 10 e mettendosi al servizio della manovra offensiva dell'Albiceleste.
Pur senza riuscire a trovare la via del gol, il Toro ha interpretato la partita con grande disponibilità, svolgendo un prezioso lavoro di raccordo e partecipando alla costruzione delle azioni offensive.
Un'occasione prima del cambio
Le opportunità per mettersi in evidenza non sono state numerose. L'attaccante nerazzurro ha comunque provato a lasciare il segno con una conclusione insidiosa ma non particolarmente potente, neutralizzata dal portiere Luca Zidane, prima di essere richiamato in panchina da Scaloni.
Nel complesso, Lautaro ha disputato una prova ordinata e senza particolari sbavature contro un avversario che, soprattutto nella fase iniziale, si è rivelato più ostico del previsto.
Poi sale in cattedra Messi
Con il passare dei minuti la partita si è trasformata in un autentico spettacolo personale di Lionel Messi. Il fuoriclasse argentino ha preso in mano la squadra, firmando tre reti e guidando i campioni del mondo in carica verso un successo che alimenta entusiasmo e fiducia in vista del prosieguo del torneo.
Per Lautaro resta una prestazione di sostanza e lavoro oscuro, con la consapevolezza di poter recitare un ruolo importante all'interno dell'attacco argentino anche quando i riflettori sono inevitabilmente puntati sul numero 10.

