Lavelli: "Chivu sa lavorare con i giovani, quando ho esordito in A mi ha detto..."
Intervistato da Inter TV, per il programma Players Zone, l'attaccante dell'Inter U23 Matteo Lavelli si è raccontato a 360 gradi: dagli inizi all'ultima stagione in Serie C con l'Under 23.
Chi ti ispirato a tirare i primi calci al pallone?
“Sicuramente mio papà e mio nonno. Quest’ultimo purtroppo non c’è più ma è stata la figura più importante insieme a mio papà. Sin dall’inizio mi hanno sempre consigliato e mio papà continua a farlo”.
Prima dell’Inter ha giocato per alcune squadre brianzole, tra cui il Renate. Cosa ti porti di quell’esperienze?
“Sicuramente sono state importantissime: ho vinto alcuni trofei con loro. Poi dal 2017 in poi ho sempre giocato per l’Inter”.
Che emozioni hai provato quando sei arrivato in nerazzurro?
“Ci ho giocato spesso contro nei tornei e l’ho sempre vista come una squadra imbattibile. Ho incontrato anche alcuni giocatori che poi ho ritrovato in nerazzurro”.
Con quali dei ragazzi che hai incontrato in nerazzurro hai fatto più amicizia?
"Sono un ragazzo che ride e scherza con tutti, quindi non c’è nessuno in particolare. Uno di questi è Manuel Pinotti che però adesso non gioca più con me perché è in Primavera. Per il resto, mi piace uscire con i miei compagni perché li reputo amici”.
Hai incontrato mister Zanchetta in U18 e poi in Primavera vincendo il campionato di categoria grazie ad un tuo gol tra l’altro. Questo successo è il tuo ricordo migliore legato alla permanenza nel settore giovanile?
"Sicuramente sì perché mi lega alla mia infanzia. Mister Zanchetta mi ha dato tanti consigli in quella che non è stata tra le mie annate migliori: mi ha dato tante attenzioni e mi ha preso in disparte nei momenti bui che comunque possono sempre esserci in stagione. Il tutto è stato ripagato nel finale di stagione”.
A proposito di quel gol, mi ha colpito l’esultanza alla tua rete dove sei stato sovrastato dagli altri ragazzi. Ci racconti quel momento?
“Il tutto è stato un po’ casuale. Ho rivisto i video e ho compreso col tempo quanto fosse stato importante vincere quella partita”.
Cosa puoi dirci di Chivu?
“Sicuramente è stato un campione ed è una bellissima persona che sa come lavorare coi giovani. Io l’ho avuto negli ultimi mesi di U18 perché poi sono salito in Primavera e ho sempre avuto molta stima per lui. Quando sono entrato in campo coi felsinei mi ha detto di stare calmo e mi ha avvertito riguardo al fatto che gli avversari sarebbero arrivati un po’ più forti rispetto alla Serie C. Mi ha anche detto che mi avrebbe aspettato in panchina in caso di gol ma questo non è arrivato".
Cosa si prova ad entrare in uno stadio come San Siro con indosso la maglia nerazzurra?
“Non te ne rendi conto nel mentre perché pensi solo al campo. Penso che sia l’emozione più bella che un ragazzo interista di 19 anni possa provare. Avevo i piedi congelati e comunque c’erano ansia e adrenalina”.
Come ti stai trovando in Serie C?
“L’ho affrontata abbastanza bene. C’è una differenza abissale con la Serie C e uno dei motivi principali è la differenza fisica perché magari affronti gente di 30 anni che è fisicamente più forte di te che sei un ragazzino, ma sotto questo profilo sto migliorando. C’è anche molta furbizia su alcuni elementi che in Primavera solitamente non consideri”.
Con chi andresti in vacanza tra tutti i tuoi compagni?
“Tutti”.
Il compagno più stiloso?
“Richie Agbonifo”.
Genere musicale preferito?
“Reggaeton”.
Piatto preferito?
“Pasta al pesto”.
Allenamento al mattino o al pomeriggio?
“Con le nuvole".
Il tuo punto forte in campo?
“Il fisico”.
Sport preferito oltre al calcio?
“Padel e tennis”.
Idolo calcistico?
“Cristiano Ronaldo, per la personalità”.
L’Inter in una parola?
“Amore”.

