Zamorano: "Derby combattuto ma questo lo vince l'Inter, è arrivato il momento di Pio"

Zamorano: "Derby combattuto ma questo lo vince l'Inter, è arrivato il momento di Pio"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 11:15Ex Inter
di Redazione

L'ex attaccante nerazzurro Ivan Zamorano è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport, nel giorno del derby: "È combattuto come sempre, ma questo derby lo vinciamo noi".

Zamorano, prima di ogni derby tornano sempre gli stessi ricordi?

"Sono pezzi della mia vita, per fortuna tutti molto felici... Ricordo nel 1997 il mio colpo di testa dopo il calcio d’angolo di Djorkaeff: rimasi sospeso in aria, fu la mia prima rete al Milan. Uno spettacolo. Ma non dimentico un gol su passaggio di Recoba nel 2000. Alla fine gli saltai a cavalluccio: avevo fatto una scommessa col Chino, chi avesse segnato sarebbe salito sulle spalle dell’altro. Ma credo che anche i giocatori di oggi, quando arriveranno alla mia età, potranno conservare altri ricordi meravigliosi: da Lautaro a Thuram si sono tolti soddisfazioni nei derby".

Prima delle ultime sette sfide, sicuramente, poi meno: dalla seconda stella l’Inter non ha più vinto.

"Ha tutto a che fare con la mistica di questa partita. Possiamo pure dire che sia una gara uguale alle altre, ma non lo è. In un Milan-Inter o in un Barcellona-Real Madrid non c’è ragione, ma sentimento: se li chiamiamo Clasicos è proprio per questo".

Che cosa le pare di questa Inter, che finora ha quasi sempre avuto bisogno di soffrire per scatenarsi?

"Rispetto all’anno scorso la squadra è effettivamente più offensiva: ha il miglior attacco, ma subisce anche qualche gol di troppo. Quando decidi di aggredire in maniera così intensa, però, è normale concedere qualcosa in alcuni momenti della partita. Eppure, nelle ultime partite ho iniziato a vedere qualcosa di diverso...".

Che cosa, di preciso?

"La squadra è sempre più solida. Ad esempio, mi ha molto colpito la vittoria con la Fiorentina: è vero che fino alla fine Chivu si trovava sotto per 1-0, ma avevo la sensazione che l’avremmo vinta. Non pareggiata, vinta! Soprattutto in Italia, l’Inter può ribaltare qualsiasi situazione negativa, con reazioni positive e non solo istintive, ma in generale stiamo andando nella direzione giusta. Stiamo trovando l’equilibrio tra azione e reazione. Tra un calcio più pratico e uno offensivo. Chivu, allenatore intelligentissimo e moderno, sta facendo questo. Detto ciò, preferirò sempre una squadra che rischia, che attacca, che ci prova rispetto a una che specula".

In una partita così quanto manca il totem Lautaro?

"Lautaro è un giocatore generazionale, il simbolo di un’epoca per la leadership e i gol, ma i giocatori si infortunano, può capitare... In questa stagione, poi, in diverse partite non lo abbiamo avuto a disposizione, ma la squadra ha reagito bene. Direi che Pio è pronto, è definitivamente arrivato il suo tempo, ma anche Bonny è una punta interessante per come fa giocare bene gli altri".

Manca Thuram nell’analisi.

"In assenza di Lautaro, Thuram si è trasformato: era buono, ora è buonissimo... È il giocatore che ha preso in mano la bandiera dell’attacco e qui torno sempre alla Fiorentina: dal suo calcio, dalla sua voglia, dal suo temperamento è nato tutto. Anche per lui, l’Inter non soffrirà dell’assenza di Lautaro neanche in una partita così speciale".

Il tifoso dell’Inter che cosa dovrebbe chiedere a Chivu nel secondo anno in panchina?

"Intanto, questa crescita di Chivu non mi sorprende. Ha una mentalità differente, il suo modo di essere, di vedere il calcio, di comunicare ti conquista. Sta bruciando le tappe, ma l’aiuta anche l’amore e il legame che ha con il club: allenare l’Inter per lui non è come allenare un’altra squadra. Credo che tutto quello che sta raccogliendo sia il frutto del lavoro, dell’ispirazione, ma anche dell’identità nerazzurra. Ora tiene tantissimo a vincere un derby, ma ciò che conta è il percorso: vincere alla fine un nuovo scudetto e consolidarsi in Champions".

Questo Milan la spaventa?

"Non lo conosco molto, lo ammetto, mi concentro sulla mia squadra... Dagli highlights che vedo, mi pare che questa stagione per loro stia andando un po’ meglio. Al di là dell’ultima sconfitta, c’è un po’ più di entusiasmo e un’idea di gioco un po’ più chiara e coraggiosa. Ma nel derby di Milano non conta mai chi è favorito, a inizio partita si azzera tutto. E poi saranno pure bravi i giocatori di questo Milan, ma ai miei tempi io giocavo contro Maldini: vi assicuro che con Paolo era durissima...".

Ha visto il progetto del Generali Stadium?

"Il Meazza è un pezzo di cuore, per me ha un significato enorme, però il mondo va avanti e non c’è niente di male a evolversi: c’è bisogno di strutture così per crescere. Al momento, l’unico augurio da fare è che il nuovo San Siro possa presto raccontare la stessa grandezza del predecessore".