ESCLUSIVA - Mandorlini 'gufa' il Milan: "Il troppo entusiasmo fa brutti scherzi..."
La speranza alla quale rimanere attaccati, per i tifosi dell'Inter, è che in questa stagione troppe volte si è dato per scontato che una certa partita finisse in un certo modo, salvo poi ricredersi. Milan, Inter e Napoli ci hanno abituato ormai ad un campionato ricco di colpi di scena: in queste ultime 4 partite si vedrà se i rossoneri invertiranno la tendenza prendendo il largo, oppure se ci saranno nuovi ribaltoni.
Per sperare in questo, la squadra di Inzaghi è attesa intanto domani a Udine, per affrontare un'Udinese reduce dall'abbuffata (0-4) di Firenze. La redazione de L'Interista ne ha parlato con Andrea Mandorlini, allenatore attualmente svincolato ed ex giocatore dell'Inter, con cui ha vinto uno scudetto nel 1988/89, una Supercoppa Italiana (1989) e la Coppa Uefa nel 1990/91.
A Udine si aspetta un'Inter, per dirla alla Marotta, "più incazzata" che "depressa"?
"Per forza sì, va detto però che ci sono anche gli avversari, del Bologna bisogna avere rispetto, ed anche con l'Inter ha creato delle situazioni importanti. Con l'Udinese sarà una partita altrettanto insidiosa, una partita da vincere contro una squadra che sta ottenendo dei buoni risultati e che ha entusiasmo".
In attacco a chi si affiderebbe, dopo il test andato male con Correa a Bologna?
"Personalmente, non farei mai a meno di Dzeko. Ma mai, mai. Lautaro ora sta segnando con continuità, dunque va tenuto dentro. L'Udinese è una squadra fisica, quindi il bosniaco va schierato, secondo me. Correa comunque se sta bene ha dimostrato di poter essere importante, anche se con caratteristiche diverse. Ma lo terrei per inserirlo a partita in corso".
Non dovesse farcela Handanovic, lei schiererebbe ancora Radu, visto che potrebbe essere turbato da quanto accaduto?
"Io sì, sicuramente. Radu è da schierare al 100%. Tutti fanno errori, anche i più bravi, pur se questo errore è costato caro ed ha avuto degli strascichi. Un errore che rimane impresso nella memoria ovviamente, ma va data fiducia al ragazzo, ci mancherebbe altro".
Avrebbe aiutato, secondo lei, schierarlo di più nel corso della stagione?
"Nel calcio si tende a pensare sempre alle cose negative, con il senno del poi. Il ragazzo si allena comunque tutti i giorni, l'episodio poi viene sottolineato solo per l'errore finale, ma è il risultato di una somma di situazioni: il passaggio all'indietro di Perisic sulla rimessa, la palla pericolosa lasciata al portiere, eccetera. E' troppo facile giudicare dopo ed addossare la colpa soltanto ad uno".
Posto che poi, si era all'81' di una partita che l'Inter stava comunque pareggiando.
"Vero, anche se pure un pareggio sarebbe stato importante ai fini della classifica, perché metteva più pressione al Milan, posto che la vittoria era l'obbligo a Bologna. Mi ha fatto molto strano, da tifoso, vivere questi mesi dove si diceva di continuo: "Ma l'Inter vincendo il recupero a Bologna...". Insomma, si dava quasi per scontata una vittoria tutt'altro che scontata".
Difatti in questa stagione abbiamo sentito tante volte dare per scontato che una squadra dovesse vincere piuttosto che l'altra, in base alle situazioni, salvo poi ricredersi dopo pochi giorni. Ed ora si dice che il Milan abbia la strada spianata...
"Ma credo che chi dia per scontato ora che vinca il Milan lo scudetto siano proprio i tifosi milanisti. D'altronde hanno avuto questa iniezione di fiducia inaspettata. Arrivano da una vittoria con la Lazio importante per come si era messa, che ha dato tanto entusiasmo. A volte però l'entusiasmo gioca brutti scherzi. Quella con la Fiorentina è una partita difficile, loro vorranno vincere per non perdere il posto in Europa. Lo stesso sarà per le successive partite, penso al Verona ed all'Atalanta che darà tutto".

