ESCLUSIVA - Frattesi, l'ex ds Tesoro: "Mi parlava dell'Inter da ragazzino. E' il nuovo Barella"

ESCLUSIVA - Frattesi, l'ex ds Tesoro: "Mi parlava dell'Inter da ragazzino. E' il nuovo Barella"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Giovanni Evangelista/TuttoLegaPro.com
sabato 23 settembre 2023, 18:35Esclusive
di Daniele Najjar

Si avvicina la prima da titolare, domani contro l'Empoli, per quella che è di una semplice riserva, molto di più: Davide Frattesi non ha fretta, a parole, di essere titolare nell'Inter di Simone Inzaghi. In tutto il resto però sì: atteggiamento in campo, voglia di dimostrare, personalità con cui sembra gridare di essere pronto a prendersi le responsabilità richieste per essere un centrocampista della Beneamata. E dopo appena 4 partite ufficiali se non viene ancora richiesta a gran voce la sua presenza nell'undici iniziale, probabilmente è solo perché davanti di lui c'è un Mkhitaryan formato trascinatore. 

Ai microfoni de L'Interista è intervenuto Antonio Tesoro ex ds, fra le altre, di Lecce ed Ascoli: proprio nelle Marche ha portato il centrocampista nerazzurro, nel 2018/2019. "Mi chiedi di un ragazzo che ho sentito giusto l'altro giorno per telefono" - esordisce il dirigente - "e che per me rappresenta un orgoglio. Sia come ragazzo che come calciatore".

Sia da fuori, per noi, sia da più vicino, per lei che lo conosce, le chiedo se non ha l'impressione che sia davvero felice di questa nuova avventura e che la stia affrontando con grande personalità?

"Assolutamente sì. Lui è un ragazzo molto ambizioso e so che aveva questa grande speranza di giocare per l'Inter, una simpatia per i nerazzurri".

Come lo sa?

"Quando lo conobbi  aveva ovviamente l'obiettivo di giocare nella Roma, dato che era la sua squadra, nel suo territorio. Andò via con l'amaro in bocca, da ragazzino, in quello scambio con il Sassuolo. Ma, oltre ai giallorossi, so che fra le altre squadre in cima alla lista c'era l'Inter. E' sicuramente, doppiamente, felice di vivere questa avventura in uno dei club più importanti al mondo".

Cosa vide in lui da convincerlo a puntarci per l'Ascoli?

"Prima di prenderlo, già con l'Under 21 in Nazionale aveva dimostrato di essere fisicamente dominante. Aveva questa gamba straordinaria, con i pari età dava l'impressione di fare un altro sport. Con estrema curiosità, nonostante allora fosse alla prima esperienza fra i "grandi", volevo inserirlo in un contesto di prima squadra, in una piazza impegnativa. Perché Ascoli è vera, calcisticamente parlando, ti ci affezioni".

E come andò?

"La sorpresa fu grande. Già dai primi allenamenti l'impressione che si aveva era notevole: fisicamente era dominante anche con i grandi. A livello di personalità poi...".

Non gli mancava già allora?

"Non aveva nessun tipo di timidezza come di solito possono avere quelli che escono dalla Primavera. Era sfrontato, aveva voglia di prendersi responsabilità. Poi vidi un ragazzo scaltro, furbo, ma leale, sano. E che arrivava da una famiglia sana. Da subito ebbi l'impressione che non ci fossero possibilità che lui non diventasse un giocatore importante, come sta accadendo".

In campo, come andò?

"Divenne subito titolare. Quell'anno stranamente non fece mai gol, ma che sfortuna! Si vedeva che aveva il gol nel sangue, ma continuava a colpire pali, traverse, a tirare fuori di un centimetro. Fece una grandissima annata".

Ed anche all'Inter appare che sia così: non trova che sia già molto più che la prima riserva del centrocampo?

"Sì, perché è un giocatore decisivo. E che diventerà un perno importante nell'undici titolare nerazzurro, un po' come lo è in Nazionale. Mi vengono in mente, ad oggi, pochi giocatori più importanti e decisivi di lui in Azzurro. L'Inter ha un centrocampo di grandissima qualità, ma lui avrà sempre più spazio. Come lo è oggi Barella".

Trova della connessione con Nicolò?

"Sì, prevedo che diventerà il prossimo Barella".

Considerando la presenza di giocatori come lui, Klaasen, Sensi, Carlos Augusto in panchina: il centrocampo nerazzurro è fra i primi 5 d'Europa?

"Penso di sì. Quel reparto è altamente competitivo, che ha poco da invidiare ai top club europei".

L'Inter è la favorita assoluta per lo Scudetto, alla luce del fatto che i dubbi che permangono sull'attacco possono essere compensati dalle tante reti che sembrano poter garantire in mediana?

"A livello personale credo che i nerazzurri siano ampiamente favoriti. Prima di tutto per la rosa, molto forte come lo scorso anno. Poi anche alla luce dei primi segnali, dove ci potevano essere dei dubbi sull'attacco, c'è da dire una cosa".

Quale?

"L'impatto di Thuram sta spazzando via tutto. Arnautovic sarà anche avanti d'età, ma comunque è un giocatore importante. Lautaro beh, di che parliamo? Le partenze di Lukaku, che lo scorso anno ha avuto alti e bassi, e di Dzeko, mi sembra che siano state rimpiazzate al meglio. Poi, fra le avversarie, il Napoli ha cambiato impianto di gioco e mentalità: non c'è una squadra forte quanto l'Inter. Come lo scorso anno, che però è stato un po' disgraziato, in campionato, per i nerazzurri".

E in Champions?

"Le auguro di rifare il percorso dello scorso anno. Ha un organico molto competitivo, ma in Europa ci sono mille dinamiche ed altrettante squadre che hanno potenzialità per fare molto bene e fra queste c'è anche l'Inter. Ma sono in tante".