L'Inter ha perso per puro caso

L'Inter ha perso per puro casoTUTTOmercatoWEB.com
giovedì 16 settembre 2021, 14:34Editoriale
di Lapo De Carlo

Una sconfitta ingiusta, persino stupida nel suo epilogo eppure possibile. Una partita a tratti persino dominata, in cui l’Inter ha avuto almeno sette grandi occasioni senza mai segnare e alla fine ha perso di nuovo con il Real Madrid. La squadra di Ancelotti ha avuto le sue occasioni ma il pareggio sarebbe stato giusto, con tante recriminazioni per la squadra di Simone Inzaghi. Ci si ritrova invece con una sconfitta spiegabile con la qualità degli avversari, una maggiore abitudine e una notevole autostima e un’incredibile dose di sfortuna. Courtois ha impedito in almeno quattro situazioni il vantaggio dell’Inter ma anche gli attaccanti hanno sprecato delle occasioni che avrebbero dovuto essere capitalizzate.


La partita
L’Inter scende in campo senza alcuna sorpresa in formazione, tranne la confortante presenza di Bastoni.
Nel primo tempo mostra un maggior possesso dell’Inter che gioca con personalità e colleziona almeno cinque palle gol. Spiccano le occasioni di Lautaro di testa, Skriniar che con più incursioni crea la superiorità, Brozovic che manda la palla fuori di due centimetri e ancora Lautaro che manda di poco fuori sul secondo palo un colpo di testa in anticipo sul marcatore.
La beffa è dietro l’angolo come dimostrerà l’epilogo, perché come l’Inter abbassa il ritmo il Real ne approfitta trovando spazi lasciati colpevolmente vuoti. Così Casemiro, Valverde e Benzema creano dei pericoli che mostrano un temporaneo calo di concentrazione.
I primi 45 minuti terminano con la sensazione di due squadre che giocano a calcio a viso aperto, non al massimo della forma, con qualche errore in fase di impostazione e marcatura ma in grado di offrire un bello spettacolo.


Nella ripresa l’Inter ha un’occasione immensa ma Courtois fa il miracolo su un colpo di testa ravvicinato di Dzeko. Mischia in area ma poi l’arbitro ferma il gioco per un fuorigioco.
Dopo un’ora di gioco Inzaghi cambia la fisionomia della squadra operando quattro cambi. Fino alla scorsa stagione molti tifosi si lamentavano dei cambi tardivi di Conte, quest’anno il nuovo tecnico cambia con (troppa) disinvoltura. Correa al posto di Lautaro, Di Marco per Perisic, Dumfries per Darmian e Vidal per Calhanoglu.
La partita prosegue tra momenti in cui il Real palleggia meglio e crea pensieri, ad altri in cui l’Inter riprende campo o parte in contropiede e sfrutta la qualità di Dumfries.
L’arbitro interviene forse troppo e ad un quarto d’ora dal 90° vede un fallo in area del Real su cui la maggior parte degli arbitri sorvolerebbe. Un paio di fuorigioco ma nel complesso l’Inter non ha più il ritmo e le armi di prima, anche perché Correa e Dzeko non hanno mai giocato insieme e nessuno dei due è una vera prima punta. Nel finale si schiaccia anche troppo e Barella viene cambiato dopo essere stato ampiamente spremuto tra nazionale e rientro in Campionato.
Anche Dzeko alla fine è stanco e sbaglia un appoggio con l’Inter in avanti e per poco il Real non ne approfitta.
Nonostante cinque cambi la squadra ha perso aggressività, non tanto per una questione di volontà dei nuovi entrati, quanto per la mancanza di automatismi. In effetti Dumfries, molto atteso, si è reso pericoloso, ha commesso una sbavatura in difesa ma ha fatto una diagonale magnifica. I cambi di Simone Inzaghi si spiegano solo con la paura di perdere per infortunio dei giocatori sovraccaricati dagli impegni, a partire da Lautaro, diversamente il suo cambio e non quello di Dzeko non sarebbe spiegabile.
Anche la sostituzione di un Perisic più che positivo, è parsa poco sensata.
Strepitoso Brozovic fino a quando ha retto il fiato, bene Barella e grande il cuore di Skriniar, prezioso sia nella fase di impostazione che nelle chiusure.
Bastoni e parso impacciato, Darmian meno efficace del solito e Dzeko non abbastanza feroce. Ci eravamo abituati ad un attaccante che teneva i palloni e li smistava, il bosniaco è invece meno guerresco e ama più il ricamo. Il fatto è che l’Inter ha una sola vera prima punta di ruolo, ovvero Lautaro.
Dzeko, Correa e Sanchez sono seconde punte e si sente la mancanza di qualcuno che la butti dentro. Satriano andrebbe provato, anche solo per verificare se può essere più risolutivo all’occorrenza. Ragionare però al ribasso dopo una partita persa quasi casualmente, non è logico. Fa rabbia ma ricorda una volta di più che quest’anno non si può pretendere di ottenere quello che raggiungeva la squadra dello scorso anno.
Tra parentesi con Lukaku, Hakimi e Conte l’Inter col Real ha meritato di perdere a San Siro, quella di Inzaghi, se avesse vinto, nessuno avrebbe avuto nulla da eccepire.
Amala