I messaggi di Materazzi, il faccia a faccia tra Chivu e Calhanoglu, il Capitano, Diouf e Luis Henrique! L'Inter tra passato e futuro ma sempre unita...
Continuare a palrare di campionato è superfluo, l'Inter lo ha vinto con grande merito, si è portata a casa anche la Coppa Italia e si vive queste ultime due giornate con grande serenità. Mercato? E' ancora troppo presto per entrare nel dettaglio, anche perché Marotta e Ausilio devono ancora sciogliere diversi dubbi, come il portiere della prossima stagione, oppure la difesa, i rinnovamenti a centrocampo e così via.
Proprio post festa Scudetto è doveroso ripercorrere le tappe che hanno portato questa squadra ad alzare la 21esima coppa nazionale, senza però citare la maestria di Chivu nel fare gruppo, ma allargando il discorso più ai giocatori attuali, e anche a qualche ex che in questa stagione hanno avuto in silenzion un ruolo fondamentale...
Partiamo proprio dal principio. Calhanoglu sembrava dovesse salutare a settembre, sembrava tutto fatto con il Galatasaray, poi la svolta con Chivu. Come raccontato proprio dal turco post Verona, il tecnico ha avuto un ruolo fondamentale sia nella sua permanenza e ancor di più sulle sue performance. Immedesimatevi in Calha: arrivi all'Inter e diventi un punto fermo della squadra, perdi la prima finale di Champions e dopo esserti rialzato perdi anche la seconda. Chi più di lui poteva sentire la pressione, la delusione di aver fallito davanti ai propri tifosi. C'è una frase meravigliosa di Henry che calza a pennello: "Ogni partita in cui non ho segnato per aiutare la squadra a vincere, mi sono sempre sentito male. Senti sempre di aver deluso i tuoi compagni quando non performi al massimo". In quel caso il suo riferimento era alla finale contro il Barcellona persa nel 2006, eppure era uno dei giocatori di punta del calcio europeo, considerato uno dei migliori della storia della sua nazione e non. Calhanoglu aveva bisogno di sostegno e chi meglio di Chivu poteva dargliene...
Vogliamo parlare di Ballack? Un giocatore che nella stessa stagione ha visto sfumare Champions in finale, campionato all'ultima giornata, coppa di Germania in finale con il Bayern Leverkusen e il Mondiale perso in finale con la sua Germania, il tutto nel 2002. C'è chi reagisce a modo proprio, chi ha bisogno di lasciare la piazza, chi invece vuole la rivalsa con la stessa maglia, ma in ogni caso è simbolo di amore per la squadra che ha servito per quel periodo.
Tikus? In quanti urlavano già alla cessione? Nel momento in cui un giocatore passa un momento negativo non viene risparmiato da nessuno, nemmeno dai propri tifosi. Tra tutti però c'era un tifoso speciale, uno di quelli che queste stagioni negative in carriera le ha vissute. Immaginatevi non essere più in grado di giocare come al solito, oppure per noi persone comuni di fare il nostro lavoro come si deve. Immaginatevi che a tutto questo si aggiungono anche le critiche dall'esterno. Il risultato? Buio totale. Eppure c'è sempre un faro che può riaccendere quella luce e per Marcus è stato Materazzi. Sono bastati pochi messaggi scambiati e la fiducia è tornata.
E Diouf e Luis Henrique? Due giocatori catapultati in una realtà delusa dai risultati della stagione precedente, ragazzi che arrivavano in un grande club con l'ansia del principiante. Se per Luis Henrique il percorso è ancora abbastanza tortuoso, Diouf si è scrollato di dosso la paura iniziale. Come è successo? Basta tornare in dietro e rivedere i loro primi gol con questa maglia. All'entrata della palla in porta l'intero gruppo correva ad abbracciarli, a sostenerli, e hanno continuato a farlo anche per cose basilari, come un passaggio giusto, un dribbling riuscito oppure una grande chiusura difensiva.
Tutto questo per arrivare ad una conclusione ben precisa. Questo Scudetto ha lo stesso valore dei 20 precedenti e di tutte le altre coppe vinte, ma probabilmente non è così sotto diversi aspetti. L'Inter è diventata una famiglia, lo era sempre stata ma forse in questa stagione un po' di più. Gli ex giocatori sono corsi all'occorrenza per sostenere chi in quel preciso momento aveva bisogno di un appoggio emotivo, stessa cosa Chivu e tutto il gruppo squadra. "L'unione fa la forza" è forse il detto più bello mai creato e in questa stagione l'Inter lo ha fatto proprio includendo anche chi dagli spalti urla il loro nome ogni volta che si gonfia la rete...
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
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