40 milioni? Non c'è cifra che tenga, Stankovic non si tocca. Il futuro dell'Inter passa anche da questo

40 milioni? Non c'è cifra che tenga, Stankovic non si tocca. Il futuro dell'Inter passa anche da questoTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 00:00Editoriale
di Michele Maresca

L'Inter ha rifutato una proposta del valore di 40 milioni di euro per la cessione di Aleksandar Stankovic al Brentford. La risposta dei nerazzurri, all'offerta effettuata dal club inglese, è stata netta e perentoria, a testimonianza di una piena fiducia nutrita nei riguardi del centrocampista serbo cresciuto nelle proprie giovanili.

Da tale scelta si può inferire un auspicio valevole sia per il presente sia in chiave futura: Stankovic può divenire un pilastro della compagine nerazzurra sotto un duplice punto di vista. Da un lato, quello tecnico-tattico, con il serbo che potrebbe acquisire progressivamente sempre più spazio in cabina di regia nell'ottica di una staffetta con il "titolare" Hakan Calhanoglu. Dall'altro, quello di spogliatoio, con il classe 2005 che conosce il valore dell'interismo - essendosi tatuato i colori nerazzurri sin da bambino - e sa come trasmetterne l'essenza ai propri compagni.

Dalla seconda prospettiva, dunque, Stankovic potrebbe gradualmente aggregarsi a quel nucleo di giocatori in grado di unire esperienza, spessore tecnico primario e attaccamento alla causa nerazzurra. La categoria è quella dei Dimarco, Lautaro, Barella, Bastoni. Una cellula di senatori che hanno saputo trainare la squadra meneghina verso successi indelebili e vette toccate con mano prima di cedere all'ultima scalata (finali di Champions League perse).

Parole autentiche, non mera retorica

Prima del suo ritorno all'Inter, che ha investito circa 23 milioni di euro per riacquistarlo dal Brugge - dove ha disputato una stagione da protagonista - il centrocampista serbo aveva manifestato in maniera cristallina il suo attaccamento ai colori nerazzurri. "Conosco ogni secondo di quella partita a memoria (finale di Champions, nel 2010, ndr.), dopo sono andato in campo con gli altri bambini nel grande Bernabeu ... il fatto che ce l'abbiano fatta è fantastico, me lo porterò sempre dentro. Proprio come la finale di Champions dell’Inter dell’anno scorso, ero in tribuna (sbuffa, ndr.)". 

Non parole vuote, frutto di retorica e di una narrazione costruita ad arte. Ma verità, autenticità, legame sincero e coerenza sostanziale.
Alle dichiarazioni, Ale fa seguire i fatti: in un combinato disposto che certifica l'eccezionalità del vincolo e delinea uno scenario di progressiva affermazione del classe 2005 nel contesto dello scacchiere nerazzurro.