Com'era la storia della 'Marotta League'? Basta sproloquiare. E l'Inter si unisca per il bene comune
L'Inter ha pareggiato contro l'Atalanta con il risultato di 1-1 nel match valido per la ventinovesima giornata del Campionato di Serie A 2025-2026. Ma a far rumore sono soprattutto gli episodi arbitrali che hanno inevitabilmente danneggiato i nerazzurri, a partire dal tocco non punito di Sulemana ai danni di Denzel Dumfries in occasione della rete del definitivo pareggio da parte degli ospiti.
Ciò che fa maggiormente storcere il naso, però, è quanto avvenuto successivamente nell'area avversaria, quella dei bergamaschi: Davide Frattesi viene colpito, palesemente, da Giacomo Scalvini e cade a terra. Non solo Manganiello, direttore di gara, non fischia nulla, ma a mancare è anche la volontà di richiamarlo al VAR per accertare l'effettiva commissione di un'irregolarità da parte del difensore dell'Atalanta. Nel contesto di un episodio poi rivelatosi decisivo ai fini del risultato finale.
C'era una volta la 'Marotta League'. Polemiche create ad arte
Dopo l'episodio che ha portato al cartellino rosso, per somma di ammonizioni, nei confronti di Pierre Kalulu per la simulazione di Alessandro Bastoni, le polemiche arbitrali sono divampate rispetto all'idea di un "favoritismo generalizzato nei confronti dell'Inter". Molti, anche tra gli addetti ai lavori, hanno asserito che la classe arbitrale intendesse favorire la squadra nerazzurra a scapito delle rivali italiane, nell'ottica di un sistema notoriamente conosciuto come "Marotta League".
Come sempre accade in questi casi, rispondere è un'operazione estremamente complicata. Ciò perché per contestare delle assurdità si rischia di muoversi nello stesso terreno di chi le promuove, finendo per svilire uno sport nobile come il calcio. Per questo motivo, l'unica risposta da dare deve attenere alla realtà del campo di gioco: nelle ultime due giornate di campionato, in ordine, all'Inter non è stato concesso un calcio di rigore per l'evidente fallo di mano di Samuele Ricci nel derby; all'Atalanta, non è stato revocato un gol siglato dopo il tocco con cui Sulemana ha sbilanciato Dumfries; all'Inter non è stato assegnato un calcio di rigore per l'evidente fallo di Scalvini ai danni di Frattesi.
Basta questo per appurare come parlare di "Marotta League" sia un'operazione costruita ad hoc per alimentare un clima malsano attorno al mondo nerazzurro. Generando una realtà che deve vedere uniti il gruppo squadra, lo staff tecnico, la dirigenza, i vertici societari e i tifosi: per evitare che il male propagandato dall'esterno sfoci in divisioni interne deleterie al bene dell'Inter.
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
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