L'Interista

No, Chivu non ha dimostrato ipocrisia. Mostrare personalità non significa essere arroganti

No, Chivu non ha dimostrato ipocrisia. Mostrare personalità non significa essere arrogantiTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 20:45Corsivo
di Michele Maresca

Come regolarmente accade a chi ottiene successo, il tecnico Cristian Chivu è stato il bersaglio di critiche riferite a una presunta "svolta" sul piano comunicativo di cui si sarebbe reso protagonista nel corso di tale annata.

Da "moderato" a "provocatore", secondo alcuni addetti ai lavori l'allenatore interista avrebbe deciso di adottare uno stile maggiormente contundente a partire dal momento in cui si è giunti alla quasi aritmetica certezza della vittoria dello scudetto della sua squadra. Tutto per una battuta che Chivu si è concesso, alle frequenze di DAZN, al termine della vittoria importantissima di Como per 4-3: "Ci stiamo avvicinando allo scudetto? Faccio come i miei colleghi che parlano di qualificazione in Champions, anche noi siamo contenti di starci avvicinando all'obiettivo Champions..."

Una battuta scambiata per una mancanza di rispetto

È bastata una semplice manifestazione d'ironia a chi cercava il presupposto per attribuire a Chivu una natura differente rispetto a quella emersa con evidenza nel corso della stagione. L'obiettivo, in questo senso, era quello di identificare il tecnico nerazzurro con un personaggio "ipocrita", "moralista", "privo della genuinità necessaria per esprimere reprimende". Ma la verità è diversa, potendo essere descritta come segue: l'allenatore interista non ha mai preteso di impartire lezioni morali, ai suoi colleghi o agli altri addetti ai lavori, né è mai caduto in contraddizione con i suoi comportamenti rispetto al messaggio trasmesso sin dal primo momento della sua esperienza nella Prima Squadra nerazzurra.

Lungi dal voler ergersi su una posizione di superiorità rispetto agli altri allenatori, Chivu ha sin dall'inizio deciso di intraprendere la propria strada, escludendo il ricorso a qualunque alibi come giustificazione di un eventuale risultato negativo. Nel farlo, il tecnico dell'Inter non ha mai voluto imporre una determinata linea di condotta al Conte o Allegri di turno. Anzi, dalla sua bocca non sono mai usciti commenti sui propri rivali, se non per elogiarne il lavoro svolto nell'ultimo decennio per portare in alto il calcio italiano.

Il Chivu ironico, non ineducato

Ora, con uno scudetto quasi conquistato e un elevato carico di pressioni che si sta allentando, Chivu è nella posizione di ricorrere all'ironia per marcare la sua distanza comunicativa da chi, dalla fase iniziale a quella conclusiva della stagione, ha sempre "messo le mani avanti", ricorrendo a determinate giustificazioni per escludere di essere in corsa per il titolo. Ma ciò non significa dimostrarsi un "finto prete" o guardare con arroganza e mancanza di rispetto ai propri colleghi, bensì mostrare un carattere che ben si addice agli allenatori vincenti. La personalità e l'educazione sono due aspetti che possono senza dubbio coesistere: pensare il contrario significa essere in malafede, o semplicemente non conoscere la realtà.