Cambiare tutto affinché non cambi nulla. L'Inter come il Gattopardo per confermarsi vincente
In una settimana che potrebbe risultare trionfale per i suoi colori, l'Inter sta già ragionando sul futuro immediato. Con la mente che oscilla tra il finale di stagione, da cui potrebbero risultare il ventunesimo scudetto e la decima Coppa Italia della storia nerazzurra, e le strategie da adottare nella finestra estiva di mercato, la sensazione è quella di una commistione tra presente e futuro in cui ogni dettaglio dovrà essere curato con la massima attenzione.
Innanzitutto, testa alla gara casalinga contro i crociati per sublimare una stagione nella quale la squadra meneghina ha saputo alterare il paradigma grazie al sapiente lavoro del suo tecnico Cristian Chivu. Da "stagista" ad allenatore in grado di guidare la sua compagine a un passo dal trionfo, tanto agognato nella scorsa stagione ma mancato per un solo punto di distanza rispetto al Napoli di Antonio Conte. Non vi è dubbio che il ventunesimo sarebbe principalmente la vittoria del tecnico rumeno, dimostratosi pronto a ricoprire un incarico così delicato nonostante le sole 13 panchine in Serie A maturate prima dell'inizio di quest'annata.
Una volta archiviato il dossier scudetto, cosa che l'Inter si auspica di fare al termine di questa settimana, l'attenzione si sposterà sulla finale di Coppa Italia contro la Lazio. Il sogno è quello di conseguire il decimo trionfo della propria storia nella competizione nazionale, un traguardo che varrebbe una simbolica stella d'argento. Senza dimenticare la componente "storica" che si accompagnerebbe a un tale successo, dato che il "doblete" (scudetto+Coppa Italia), manca dai tempi di José Mourinho.
La lezione del Gattopardo
E poi verrà il mercato. Una celebre frase del Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa recita: "Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi". Tale espressione si adegua idealmente alla transizione cui dovrà andare incontro l'Inter nei prossimi mesi. Poiché il mondo nerazzurro desidera che la squadra resti competitiva, esattamente come ha dimostrato di essere quest'anno, la strada da seguire consiste nell'apportare quelle modifiche che si rendono necessarie per conseguire l'obiettivo auspicato.
La scadenza dei contratti di calciatori che sono giunti al termine della propria avventura in nerazzurro - come Yann Sommer, Francesco Acerbi, Matteo Darmian ed Henrikh Mkhitaryan - può dare, in questo senso, l'impulso per agevolare il rinnovamento richiesto con convinzione da Chivu.
Due sono gli auspici principali: dotare il reparto dei portieri e quello difensivo di due calciatori pronti, ma al contempo destinati a giocare ad alti livelli per ancora tante stagioni; arricchire la componente avanzata, della propria rosa, di almeno una figura che sappia alterare lo spartito con l'elemento della fantasia e della dinamicità.
Calciatori come Désiré Doué, Michael Olise o Luis Díaz indicano la via. Pur nella consapevolezza di non poter arrivare a calciatori di questo livello, dati i costi proibitivi che verrebbero richiesti dalle rispettive società d'appartenenza, l'Inter sa di dover innovare riscoprendo quella "magia" che in Serie A viene, attualmente, incarnata solo da Nico Paz e Kenan Yildiz. Ciò consentirebbe a Chivu di disporre di ulteriori soluzioni con cui disegnare la sua squadra, dall'inizio o a partita in corso, e segnerebbe un incontro tra presente e futuro da cui l'Inter non appare più voler prescindere.
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