BAR ZILLO - Giocare, non amministrare

BAR ZILLO - Giocare, non amministrareTUTTOmercatoWEB.com
sabato 12 febbraio 2022, 07:45Bar Zillo
di Gabriele Borzillo

Provate a pensarci: qual è il comun denominatore nelle sconfitte stagionali dell’Inter in campionato, sottolineerei due che leggo e sento in giro robe stile crisi profonda come se, spiace ma funziona così, i nerazzurri non fossero primi in classifica con una partita da recuperare? L’amministrazione. No, non quella riguardante il grano, il soldo, l’euro: per quella ci sono fior di economisti appena usciti da università prestigiose in giro per il mondo pronti a spiegarci debiti, fallimenti vari, libri in tribunale, carta igienica mancante nei bagni di Appiano. No, molto più semplicemente l’amministrazione della partita. Non giriamoci intorno, rimuginando su cosa funziona e cosa no. L’Inter non è capace di congelare il risultato, non è capace di far viaggiare il pallone mandando a vuoto l’avversario di turno. Non è capace, non appartiene alla truppa di Simone Inzaghi l’accademia, il tiki taka che personalmente non sopporto ma neanche un filo: questa Inter è stata plasmata dal suo tecnico con l’intento di giocare a pallone. Giocare, senza fare calcoli, non è nel DNA né dei giocatori né, tanto meno, di chi sta in panchina attualmente.

Inoltre, giusto per abbracciare la mia tesi a trecentosessanta gradi, i nerazzurri non hanno calciatori simili a quelli della passata stagione, non hanno l’esterno che viaggia come un frecciarossa o il centravanti possente capace di difendere la palla e, all’occorrenza, bullarsi dei difensori avversari saltandoli con facilità. La squadra dell’anno scorso non potrà più tornare: ho scritto squadra, non allenatore, quello che oggi occupa la panchina lo fa con grandi meriti. Anzi, enormi. Sbagliando qualcosa di tanto in tanto, il concetto è che chi non sbaglia non combina mai un razzo di niente nella vita, ma facendo divertire la tifoseria col gioco a tratti davvero davvero scintillante. Poi, se durante il derby Simone nostro cambia cinque interpreti e i subentranti, nessuno escluso, fanno malissimo che pena non è bello da scrivere beh, non credo dipenda dalla precisa volontà del tecnico. Attenzione, anche con la Roma siamo caduti nel peccato dell’amministrare prima della perla di Hey Amigo. Lasciamo perdere, lasciamo ad altri la finezza del palleggio e del tocco al compagno: pensiamo a giocare a pallone, quello che sappiamo fare meglio.

Alla prossima.