Ds Como: "Inter tra le squadre più forti d'Europa, ma non firmo per il pareggio"
Intervistato da Radio Radio, a due giorni dal big match con l'Inter, il direttore sportivo del Como Carlalberto Ludi ha parlato così della sfida ai campioni d'Italia: "Sarà una partita tostissima, assolutamente, contro la squadra più forte della Serie A e una delle più forti d’Europa. Non è banale dirlo. Sono i campioni in carica, hanno un ambiente pazzesco, lo abbiamo già provato l’anno scorso. Sarà quindi l’ennesima sfida alla quale dovremo rispondere in maniera convinta, forte e molto energica".
Firmerebbe per un pareggio a San Siro?
"La verità è che Cesc e noi siamo abituati a provare a vincere tutte le partite. È una cosa di cui andiamo orgogliosi. Quando possiamo farlo, ci proviamo. Se non ci riusciamo, ci accontenteremo. Però il nostro approccio è sempre lo stesso e la nostra identità deve essere questa".
Come è arrivato al Como e quanto può aiutare, in vista dell’Inter, l’entusiasmo per il 9-1 in Champions?
"Parlo brevemente di me, perché non sono molto autoreferenziale. Ho provato a fare il calciatore e ho giocato dieci anni a Novara, arrivando fino alla Serie A. Ho cominciato a fare il direttore sportivo lì, fino a dimettermi in seguito a un conflitto con il presidente. Ero un giovane direttore con due anni di esperienza. Poi ho avuto una buona intuizione, almeno alla luce di quello che è successo. La proprietà indonesiana mi ha mandato una mail chiedendomi un colloquio e otto anni fa siamo partiti nella costruzione di un progetto che allora era indefinibile, mentre oggi mi sembra sia chiaro a tutti. Cercavano un direttore sportivo giovane che sapesse l’inglese e avesse alcune competenze specifiche. Sono stato fortunato che ci sia stato un buon incontro tra le nostre esigenze. Per quanto riguarda il momento emotivo, siamo una squadra giovane, anzi un ambiente giovane, e come tutti gli ambienti giovani dobbiamo sfruttare l’entusiasmo. Per noi è benzina, fuoco, energia. Speriamo di andare a Milano con l’umiltà che ci contraddistingue, ma anche con la consapevolezza che il risultato di ieri sera deve darci: quella di una squadra matura e forte, che su qualsiasi campo vuole giocare la propria partita. Contro queste squadre il risultato è sempre imprevedibile, lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle l’anno scorso. Crediamo però di aver fatto un ulteriore passo avanti grazie al lavoro di Cesc e dei giocatori e di poter combattere dignitosamente".
Dopo questi risultati, il Como può davvero pensare allo Scudetto?
"Questa è una domanda che, visto che siamo stati abituati a sorprendere gli addetti ai lavori e non solo, mi viene posta già dall’inizio della stagione. Questo ci deve far riflettere: significa che stiamo facendo molto bene e che nessuno ci pone limiti. La verità è che noi siamo concentrati sul quotidiano. La sfida di quest’anno non è tanto vincere lo Scudetto, quanto riuscire a rimanere competitivi ogni tre giorni. È qualcosa che ci siamo chiesti fin dall’inizio ed è uno step di maturità che dobbiamo ancora consolidare. La parola Scudetto è qualcosa di inassociabile al Como in questo momento, ma ci godiamo la crescita, il lavoro e speriamo di continuare in questa direzione".

