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La lezione di Chivu è esemplare: un tecnico non deve essere 'perfetto', ma avere un'ambizione

La lezione di Chivu è esemplare: un tecnico non deve essere 'perfetto', ma avere un'ambizioneTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 17:15Primo piano
di Michele Maresca

Uno degli aspetti che rendono Cristian Chivu apprezzato, sul piano umano, tanto dai tifosi dell'Inter quanto da quelli rivali è dato dalla sua umiltà e dalla sua capacità di mettersi costantemente in discussione. Sia nei mesi trascorsi sulla panchina del Parma sia, soprattutto, nella sua prima stagione da allenatore della prima squadra dell'Inter, il tecnico nerazzurro ha dato prova del suo spessore umano, presupposto ineludibile per la costruzione di un rapporto vero, autentico con i propri calciatori.

La perfezione non esiste: l'obiettivo dev'essere un altro

Dalle qualità umane di Chivu discende una chiara convinzione, propria del tecnico rumeno, in merito al tema della perfezione e del dovere di migliorarsi costantemente. Lo spiega lo stesso allenatore interista, nella conferenza stampa della vigilia della sfida di Serie A contro il Monza, rimarcando l'importanza di porsi sempre degli interrogativi sul piano professionale: "Io sono lo stesso, tra mille dubbi e mille incertezze, nell'ambito della responsabilità che mi è stata data. Io mi sento sempre quello responsabile di aver preso in prestito una squadra e la preparo al meglio per quello che sarà. Io so dal punto di vista umano quello che sono, so di dover migliorare dal punto di vista professionale. Io non sono perfetto e non lo vorrei mai. Vorrei sempre avere mille dubbi, tanta premura per la squadra e per la responsabilità che la società mi ha dato e per i suoi tifosi".