L'Inter può operare immediatamente solo sulla fascia destra. Ma non si investe per un motivo
Come raccontato dalla redazione de L'Interista nelle ultime settimane, è il giocatore inglese Djed Spence il calciatore in cima al taccuino dell'Inter per sostituire l'olandese Denzel Dumfries, trasferitosi al Real Madrid. L'Inter si è anche mossa, in maniera concreta, con gli Spurs per cercare di comprendere la sussistenza dei presupposti per ottenerne l'ingaggio in questa finestra estiva di mercato, ma i riscontri provenienti da Londra non sono stati di segno coerente con gli auspici del club meneghino.
Tra possibilità e inerzia: la spiegazione
Il valore attribuito a Spence, pari a circa 40 milioni di euro, rende però difficoltosa la strada che porterebbe al suo passaggio in nerazzurro in questa sessione estiva di mercato. In questo scenario, la ragione del (probabile) mancato investimento è ben precisa. La proprietà darebbe il via libera, a un acquisto di tale portata, solo in presenza di una serie di presupposti sussistenti in contemporanea: giovane età, elevati margini di miglioramento, convinzione di acquistare un futuro asset strategico per il club. Solo la contestuale presenza di tali elementi determinerebbe un acquisto che, al momento, appare molto lontano.
Tale ragionamento non vale soltanto nel caso di Spence, bensì in tutti quelli che si sono susseguiti dopo il mancato tesseramento di Anan Khalaili da parte dell'Inter. Finora, dunque, il club nerazzurro non ha individuato un giocatore in grado di rispecchiare quel profilo tale da convincere a un investimento oneroso sulla fascia destra. La realtà potrà mutare solo quando tale scenario verrà a verificarsi.

