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ESCLUSIVA - Berni: "Chivu merita un 10 e lode. Bastoni resta? Cito una frase di Toldo. L'umiltà di Lautaro..."

ESCLUSIVA - Berni: "Chivu merita un 10 e lode. Bastoni resta? Cito una frase di Toldo. L'umiltà di Lautaro..."TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
Oggi alle 10:00Primo piano
di Michele Maresca

L'Inter lo ha accompagnato nell'alba e nel tramonto della sua carriera calcistica. Tommaso Berni, in nerazzurro dal 1998 al 2001 e dal 2014 al 2020, è un ex calciatore il cui percorso professionale è legato a doppio filo alla società meneghina. Con lui, la redazione de L'Interista ha parlato della storica annata disputata dall'Inter, con un'attenzione focalizzata sul lavoro psicologico di Cristian Chivu e su alcune prestazioni dei singoli. Infine, un commento sul tema del mercato.

Berni, a inizio stagione si aspettava un'Inter così dominante, capace di vincere il doblete?

"No, sinceramente non mi aspettavo un'Inter così bella e così forte, soprattutto a livello mentale, durante questa stagione. Perché, come tutti sappiamo, abbiamo passato un finale della passata stagione difficile da superare, quindi no; però hanno fatto, secondo me, un grandissimo, grandissimo lavoro. Mi dispiace molto che tanti sminuiscano dicendo cose, secondo me, non vere, perché bisogna ricordarsi quello che si dice e scrive durante l'anno e all'inizio l'Inter è stata presa di mira in maniera affrettata. Lo si può dire adesso, sicuramente ciò è avvenuto in maniera anche ingiusta: l'Inter ha fatto un lavoro incredibile a partire dalla società, dall'allenatore e tutti i ragazzi della rosa che hanno fatto veramente una cosa incredibile. Mi aspettavo, sì, un'Inter competitiva, forte, ma non che riuscisse a fare le imprese che ha fatto quest'anno".

L'architetto di quest'Inter è stato il tecnico Cristian Chivu, ora psicologo ora tattico intento a rinnovare senza stravolgere gli assetti previgenti. Si può dire che Chivu abbia fatto un lavoro superbo, considerando le macerie da cui si ripartiva?

"Sicuramente, il mister Chivu è stato incredibile, incredibile perché conosco l'ambiente, so quanta pressione c'è intorno alla società, quante ne viene messa da parte dell'esterno e quindi, sì, è stato super bravo, competitivo, estremamente pronto in tutte le situazioni in cui un allenatore si trovi a dover mettere mano. Quindi, anche a livello psicologico, che è stata forse la prima parte con cui ho dovuto lavorare per ridare fiducia a dei campioni, che hanno fatto un percorso incredibile negli anni precedenti. È stato bravissimo a non togliere il merito del lavoro fatto in precedenza e a saper dare delle novità e, oltre alla fiducia, anche competenze tecniche alla squadra, perché ha giocato un calcio veramente incredibile. Quindi, bisogna mettere in primo piano la società, perché sapevano delle qualità come uomo e come allenatore di Chivu, poi il mister che è riuscito in pochissimo tempo a ridare un'impronta, un'identità ben precisa alla squadra e poi, logicamente, i giocatori, perché in campo vanno sempre loro. Però, l'applicazione che hanno messo e il modo di allenare e di parlare di Chivu è stato sicuramente di super aiuto. Quindi, veramente per me da 10 è lode".

In una recente intervista, Lautaro ha parlato dell'importanza del percorso terapeutico seguito per ritrovare la serenità auspicata. Non pensi che spesso si sottovalutino le naturali fragilità dei calciatori?

"Sì, ho letto l'intervista rilasciata da Lautaro: penso che tante volte, soprattutto in Italia - io ho avuto la fortuna di giocare anche nei campionati esteri - si perda un attimo la connessione con la realtà. Si pensa che questi ragazzi siano dei supereroi senza problemi esterni o interni durante una stagione o più stagioni. Invece, se un calciatore riesce a lavorare su sé stesso e a risolvere i propri problemi, avere una maggiore forza mentale è sicuramente di aiuto, quindi credo che sia un lavoro che va sullo stesso piano e sullo stesso livello di quello tattico e fisico. Se non stai bene di testa, purtroppo, non riesci mai a esprimere quello che è il tuo valore. Quando vuoi diventare un campione, logicamente fare quello step in più - per me la parte più importante e più difficile - è dato dallo switch nella testa del cambiamento di pensiero e dal saper gestire le situazioni positive e, soprattutto, quelle negative personali e all'interno del gruppo. Quindi, credo che sia una dote importante ed è un valore aggiunto quando hai campioni giocatori così che riescono ad avere l'umiltà di capire che in certi momenti c'è bisogno di una mano esterna: per me fondamentale".

Bastoni sembra sempre più vicino alla permanenza all'Inter. Pensi che questo possa essere il primo tassello su cui ripartire nella prossima annata?

"Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Bastoni, avendoci giocato insieme. Posso dire che, negli anni, sono aumentati in maniera esponenziale il suo contributo e il suo valore di giocatore, quindi mi auguro - per quanto gli voglio bene - che diventi una delle bandiere, un pilastro per i prossimi dieci anni insieme a Lautaro, Barella e Di Marco. Perché è così che si costruisce veramente una rosa forte, una squadra competitiva su tutti i livelli, quindi mi auguro con tutto il cuore che non arrivi nessuna offerta, a prescindere dal Barcellona, e che ci sia la possibilità di continuare insieme.
Credo che lui stia benissimo a Milano, anche perché l'Inter è diventata adesso una realtà veramente importante e quindi, come una volta disse Toldo quando arrivò a lui un'offerta incredibile del Real Madrid, 'sai quello che lasci ma non sai quello che trovi'. Quindi, io mi auguro con tutto il cuore che lui possa restare perché credo non ci sia nessun problema né con l'allenatore né con la società né tantomeno nella sua volontà di giocare all'Inter. Quindi, mi auguro con tutto il cuore che possa rimanere".

Si parla di tanti giocatori di qualità tecnica sopraffina per dare un nuovo volto all'Inter. Come cambierebbe la squadra nerazzurra con l'arrivo di uno o più tra Palestra, Alajbegovic, Nico Paz e Bernardo Silva?

"Si tratta di grandissimi giocatori, dotati di grandi qualità e impegnati in ruoli differenti. Non so quale di questi possa arrivare in nerazzurro, ma in ogni caso i nuovi sicuramente devono sapere che entreranno in un gruppo molto, molto affiatato con obiettivi precisi. Arriveranno certamente dei giocatori di spessore che potranno aiutare i compagni nel sistema di gioco: magari calciatori bravi nell'impostazione o nel saltare l'uomo, che sicuramente potranno dare una mano importante alla squadra. Sono tutti nomi importantissimi, quelli citati, ed è difficile anche sceglierne uno o più di questi. So che la società farà il massimo e che, come ha dimostrato in tutti questi anni, definirà insieme al mister una lista di giocatori che aiuteranno la squadra non soltanto a livello tecnico e tattico, ma soprattutto sul piano umano, che è la cosa più importante. Sono convinto, al cento per cento, che la società farà un grande lavoro. Concludo ribadendo che il doblete campionato-Coppa Italia è stato veramente incredibile: bisogna fare solo e soltanto i complimenti a tutti, senza cercare di sminuire, perché è stata fatta una cosa incredibile e ognuno si merita veramente il massimo. Ora, mi auguro che tutti i ragazzi che parteciperanno ai Mondiali possano trarre una gioia anche da lì".

Si ringrazia Tommaso Berni per la disponibilità.