Come migliorare l’Inter della prossima stagione

Come migliorare l’Inter della prossima stagioneTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 00:00Editoriale
di Lapo De Carlo

E' un momento bellissimo. La festa di domenica ha smerigliato il cuore e dato splendore ad una stagione che per troppo tempo ha avuto un entusiasmo strozzato. Ieri si è tenuto un incontro fiume con Chivu e la società. Tre ore e mezza di un summit che permette di partite in anticipo sulle concorrenti, alle prese con problemi societari e inattesi cambi tecnici. 
L’Inter che ha dominato la Serie A ha dato la sensazione di essere meno sognatrice e più pratica, meno divertente ma più continua. Naturalmente ogni stagione è diversa e se hai competitor più o meno in grado di stare al passo fino all’ultima giornata fa tanta differenza. Quest’anno era determinante vincere per cancellare lo choc dell’ultimo mese della scorsa stagione. Troppe ferite, non era possibile avere la testa e il corpo allineati su tutti i fronti.
La squadra vista quest’anno ha mostrato punti di forza e crepe di cui tenere conto in vista della prossima annata, che ha bisogno di una Champions decisamente più ambiziosa.
L’analisi statistica della stagione rivela che Chivu ha ereditato da Inzaghi l’ossatura offensiva, ma l’ha resa più diretta. La squadra ama controllare il gioco nella metà campo avversaria e attaccare prevalentemente lungo la fascia sinistra, dove l’asse Dimarco–Bastoni–Thuram ha prodotto numeri importanti.
La maggiore profondità dell’attacco, la presenza di Zielinski, praticamente nullo l’anno prima, la crescita di Bisseck, il talento e la personalità di Akanji
Se l’Inter ha fatto sognare, ha anche dato qualche segnale che ha fatto riflettere la società. La stagione è stata costellata da cali di tensione improvvisi. L’analisi evidenzia tre fragilità croniche che hanno preoccupato i tifosi:
Gestione del vantaggio: Il dato più allarmante. Quando l’Inter ha chiuso le partite in scioltezza? Raramente. La tendenza a subire gol nel finale o a complicarsi la vita è un’eredità pesante.
Difesa sui tiri da lontano: Sommer, nonostante alcune parate decisive, quest’anno è stato più vulnerabile dalla distanza. Un problema anche di barriera e copertura della zona davanti all’area.
Fuorigioco: La linea alta imposta da Chivu è un’arma a doppio taglio. Bastoni e Acerbi hanno spesso retto, ma la squadra soffre le verticalizzazioni alle spalle dei terzini.
La gestione dei carichi è stata decisiva. L’Inter ha subito diversi stop pesanti, ma ha retto grazie a una rosa profonda. Lautaro Martínez: Ha saltato un mese importante e la sua assenza contro il Bodo si è fatta sentire.
Çalhanoglu ha avuto condizioni fisiche incerte a più riprese. In dubbio per diverse sfide chiave. Il problema è che quando è assente la costruzione dal basso perde fluidità.
Dumfries ha subito un intervento chirurgico alla caviglia. La sua assenza prolungata ha costretto Luis Henrique a sopperire sulla fascia destra, riducendo l’incisività offensiva da quel lato.
Chivu vorrebbe passare al 3-4-2-1, e questo cambierà le priorità. Ecco la situazione aggiornata sui calciatori chiave.

L’addio possibile di Dumfries e la probabile partenza di Sommer obbligano l’Inter a intervenire su tre ruoli chiave: portiere, esterno destro e “trequartista.
Con Sommer in uscita, si valuta la permanenza di Martinez promuovendolo a primo portiere e ieri è stato menzionato il nome di Falcone, attualmente al Lecce, come secondo. Diversamente i nomi caldi sono Emiliano Martinez (Aston Villa). L’operazione è complessa (ingaggio da 10 milioni, contratto fino al 2029). In alternativa, si guardano giovani come Caprile del Cagliari, Suzuki dal Parma o Atubolu dal Friburgo. Vicario per ora sembra passato di moda.
Chivu vuole avere la possibilità di variare il modulo e inserire un esterno offensivo di qualità come Moussa Diaby dell’Al-Ittihad. Il francese vuole tornare in Europa, ha velocità e dribbling. La trattativa è calda da gennaio e ripartirà a giugno.

Per il nuovo possibile 3-4-2-1, Chivu vuole un centrocampista box-to-box. Il più papabile sembra essere Leon Goretzka. Il tedesco, in uscita dai bavaresi, garantirebbe fisicità, inserimenti e gol dalla distanza, spostando Calhanoglu più avanti. Oppure passare a Bernardo Silva, obiettivo di una Juventus che se dovesse perdere la Champions potrebbe ridimensionare le scelte.

Se le cessioni di Dumfries, e forse Bastoni dovessero fruttare plusvalenze, la società potrà investire su un giocatore di livello molto alto. Nico Paz dipende dal Real Madrid e Mourinho.
La priorità, però, è chiara: velocità e dribbling ma anche l’opzione di un giocatore fisico a centrocampo. La squadra ha dominato in Italia con la forza, ma in Europa (eliminazione col Bodo/Glimt) ha dimostrato di soffrire le squadre che chiudono gli spazi. Serve il guizzo del singolo.