Chivu: "Siamo in una condizione che ci permette di sognare. Sommer? Vedremo domani"
Le parole di Cristian Chivu in conferenza stampa prima della sfida di domani contro il Torino: "Servirà l'atteggiamento giusto per portare a casa la partita, cercare di essere dominanti e capire i momenti che sono fondamentali durante un gara. Dobbiamo essere sereni come sempre, consapevoli del lavoro svolto e consapevoli del fatto che mancano ancora partite e punti per avvicinarsi ancora di più al nostro obiettivo e al nostro sogno".
Dopo la sosta ha impresso una grande accelerazione trascinata dai senatori, come ha tirato fuori questo rendimento?
"Voi parlate dopo la sosta, io parlo di una stagione intera. Siamo arrivati alla sosta con gran bel vantaggio, arrivare alla sosta con due pareggi ha creato un po' di critica riguardo le aspettative ma avevamo sette punti di vantaggio. Poi abbiamo avuto l'opportunità di fare buone prestazioni, la partita contro la Roma è stata molto importante e l'abbiamo portata a casa e siamo andati a Como dove tanti erano consapevoli delle difficoltà e l'abbiamo portata a casa. Siamo in una condizione che ci permette di sognare".
Alla prima conferenza stampa aveva parlato di interismo, ora ha parlato di pazza Inter. Dovessero arrivare uno o due trofei, guardando all'inizio, si può parlare di impresa?
"Questa squadra ha sempre cercato di fare imprese negli ultimi anni, è stata sempre competitiva in tutti i fronti. Quando arrivi ad allenare l'Inter hai grandi obiettivi, la storia è questa e la società ha costruito qualcosa di importante. Per noi è sempre stato un obbligo essere competitivi su tutti i fronti".
Quali sono le condizioni di Bastoni e sarà la giornata giusta di Sucic?
"Volevo fare una battuta, ma è meglio che non la faccio. E' tornato, sta meglio, stringe i denti e ha fatto un lavoro di condizionamento atletico e ha provato di fare le cure che gli permettono di essere più sciolto nel fare determinate cose. Vediamo domani. Per quanto riguarda Sucic, sta bene e negli ultimi due mesi ha avuto questo problema alla mano e non l'abbiamo mai detto. Tanto di cappello per un ragazzo di 22 anni che si è messo a disposizione della squadra e del gruppo. Ha giocato tante partite condizionato dal gesso che aveva nella mano, adesso che sta bene è tornato a pieno regime".
In queste quattro partite c'è stata una differenza tra primo e secondo tempo, è un caso?
"Abbiamo fatto più di cento gol questa stagione, tutti parlano di quello che è accaduto ultimamente ma le ultime partite non sono tutto ma tutto il campionato. Prima si segnava dei gol nei primi tempi, adesso siamo diventati bravi nei secondi tempi. La squadra ha messo la faccia, la differenza reti è incredibile e nel bene e nel male potevamo farne di più e subirne di meno. Si capiscono i momenti, le nostre ambizioni, i nostri sogni e ultimamente abbiamo alzato un po' il livello".
A livello di gol subiti è allineata con le squadre dietro, ma la differenza netta è su quelli fatti. Sono una dichiarazione programmatica per la prossima stagione?
"Non guardo mai quello che è sono i numeri dal punto di vista difensivo, i gol si fanno e si prendono soprattutto quando stai con una linea difensiva alta. La bravura è di tutta la squadra, di come si pressa ed accettare qualche duello con quaranta metri alle spalle. La cosa più importante è cercare di essere propositivi per la qualità che questa squadra ha, sarebbe un peccato non sfruttare la forza offensiva. Sono finiti i tempi che le miglior difese vincono i campionati, oppure dove sono decisivi gli scontri diretti. E' un calcio moderno, è un calcio dinamico e di intensità. Possiamo comunque ancora migliorare, è importante capire questo. L'altra sera abbiamo visto Bayern-Real, il calcio è cambiato ed è tutto più in verticale e bisogna adattarsi a questo".
Come sta Lautaro? Torna Sommer?
"Lautaro sta migliorando, settimana prossima dovrebbe rientrare in gruppo. Sommer? Vedremo domani".
E' stata la prima stagione per intero in A, come ricorderà questa stagione tra dieci anni?
"Ho la fortuna di allenare un ambiente e una squadra che conosco tanto bene, ho avuto la fortuna di conoscere un po' tutti e tutto. Non mi ha sorpreso niente da quella che era la mia percezione. Quello che mi ha stupito è la parte umana di questi ragazzi, hanno provato in questi anni di fare qualcosa di straordinario e hanno subito altrettanto delle ingiustizie che non si meritavano. Mi prendo l'identità di quello che cercano di fare, mi ha colpito l'unità del gruppo che sta stare insieme nonostante le difficoltà quotidiane. Quando hanno capito che comunque si ha la possibilità di rimanere competitivi, rispetto alla narrazione di inizio anni, sono rinati e hanno trovato la motivazione giusta per essere quello che sono sempre stati negli ultimi anni e non è un caso che siamo primi in classifica e siamo in finale di Coppa Italia. Dovevamo fare meglio in Champions League, mi prendo però io la responsabilità della gestione di quella partita specifica. Sono orgoglioso della parte umana di questo gruppo, li amo da morire e a volte mi viene in mente che la scelta di mettere un giovane allenatore inesperto ha creato qualche disagio per loro. Ho sempre detto le cose in faccia al gruppo e sanno quali sono le nostre ambizioni".
C'è la voglia di riportare qui Stankovic?
"Stiamo andando oltre di questa giornata, stiamo già parlando di mercato. Stankovic è un giocatore che stiamo seguendo con molta attenzione, sappiamo tutto quello di buono che sta facendo e lo conosco benissimo da quando aveva cinque anni. E' come un figlio per me. Sappiamo la sua crescita negli ultimi due anni, se quest'estate abbiamo scelto di fargli fare un'esperienza del genere è stata consapevole del suo percorso e per la sua crescita. Lo guardiamo con molta attenzione, un pensiero su di lui lo faremo".
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