Calhanoglu: "Mi volevano Juve e Barcellona, ma ho scelto Inzaghi. Chivu..."

Calhanoglu: "Mi volevano Juve e Barcellona, ma ho scelto Inzaghi. Chivu..."TUTTOmercatoWEB.com
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di Alessandra Stefanelli

Lunga intervista per Hakan Çalhanoğlu ai microfoni della testata turca KAFA Sports. Il centrocampista dell’Inter ha raccontato alcuni retroscena relativi all'arrivo di Cristian Chivu in panchina e al rapporto con Simone Inzaghi: “Chivu allenava già la Primavera dell’Inter, a volte facevamo le partitelle contro la sua squadra. Quando ha iniziato a lavorare con noi, la squadra lo ha accettato molto velocemente. Lui ha anche giocato nell’Inter, e questo è indubbiamente un vantaggio. Dà un’opportunità a tutti, anche ai giocatori più giovani. Con Inzaghi era diverso, hanno due filosofie separate”.

Calhanoglu è poi tornato sul suo arrivo a zero dal Milan:
“È un passo difficile, prima di tutto devi dimostrare il tuo valore e di essere in buona salute. E poi anche coi tifosi, dovevi convincerli che avresti dato sempre il 100%. La mia prima partita però è andata bene, ho segnato e fatto un assist. Ero sinceramente entusiasta, è stata una transizione nella mia carriera”.

Sull’evoluzione nel ruolo di regista, dopo l’addio di Marcelo Brozović:
“Quando sono arrivato, in quella posizione giocava lui e spesso abbiamo condiviso il campo. Dopo la sua partenza, il mister ha pensato a me per quel ruolo. Ho accettato: è diverso, ma non troppo. Magari mi allontano dall’area, però ho più controllo del gioco. Svolgo un ruolo sia offensivo che difensivo, mi piace aiutare la squadra. Il mio gioco è cambiato, mi piacciono le nuove sfide”.

Sul rapporto con i tifosi:
“Sono rimasto sorpreso quando ho sentito il coro per me. Sei uno straniero, ma questo amore è speciale. Significa che ho avuto successo. Mi sento una parte importante della squadra”.

Tra i principi fondamentali del suo lavoro:
“Disciplina e motivazione. Devi avere voglia ogni giorno di allenarti. I giovani oggi sono un po’ pigri, ma senza sacrifici è impossibile arrivare”.

Infine, il legame con lo spogliatoio:
“Vado d’accordo con tutti, in particolare con Manuel Akanji, Yann Sommer, Marcus Thuram, Denzel Dumfries e Yann Bisseck. Con Akanji c’è un legame speciale, parliamo la stessa lingua e i nostri figli vanno nella stessa scuola”.

Sul passaggio all’Inter:
“Abbiamo aspettato fino all’ultimo il rinnovo del Milan, ma non è arrivato. C’erano anche Barcellona e Juventus, poi è arrivata l’Inter. Inzaghi mi chiamava continuamente, mi voleva fortemente. Ho riflettuto e alla fine ho accettato: è stata una mia decisione”.