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Lo Monaco: "Pagherei subito la clausola di Alvarez: è come Suarez"

PODCAST - Lo Monaco: "Pagherei subito la clausola di Alvarez: è come Suarez"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico Gaetano
venerdì 19 novembre 2021, 06:45Podcast
di Alessio Del Lungo

Pietro Lo Monaco intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini

Il direttore generale del Messina Pietro Lo Monaco è intervenuto a Stadio Aperto, trasmissione pomeridiana di TMW Radio, parlando di vari temi, tra cui Julian Alvarez, obiettivo di mercato della Fiorentina. Di seguito le sue dichiarazioni:

Pagherebbe la clausola rescissoria di Julian Alvarez?
"Lo farei subito. È un giocatore che li vale, che ha grande prospettiva. Mi è piaciuto avvicinarlo al Suarez dell'Atletico. È un 2000, ha margini di miglioramento notevolissimi. Farei l'accoppiata con De La Cruz del River. Morfologicamente non è Lucca, non è la punta centrale imponente fisicamente, lui è un normotipo, si muove su tutto il fronte dell'attacco, dà profondità alla manovra, non dà mai una palla per vinta, persa. È un agonista, un ganador, come dicono gli argentini. Affronta tutte le situazioni di gioco col concetto di vincerle".

È vera la storia che gli servirebbe qualche mese per ambientarsi nel calcio italiano?
"Assolutamente sì. Basterebbe pensare all'alimentazione, che in Argentina è completamente diversa dalla nostra, loro mangiano molta carne rossa. In Italia abbiamo la fortuna che i giocatori argentini sono i più convenienti nel rapporto fra qualità e prezzo. Hanno bisogno del loro tempo per adattarsi".

Crede sia la volta buona che anche le grandi inizino ad adeguarsi allo standard di molte squadre europee acquisendo attaccanti giovani?
"Noi calcisticamente siamo vecchi. Siamo indietro rispetto all'Europa. Siamo due anni indietro nelle categorie giovanili. Il limite di età dettato dalla categoria di appartenenza di un giocatore è due anni superiore al nostro. Da noi un diciottenne è considerato un primavera, mentre nell'Europa del Nord un sedicenne è considerato un primavera. Viviamo questa stortura del sistema, e a ciò si aggiunge la mentalità che ci porta a considerare giovani atleti che dovrebbero essere già consacrati".