Zenga netto: "Oltraggio a Mazzola? Abbiamo perso il rispetto tra persone. Non se ne può più"
Questa idea può pagare anche in Europa per l’Inter?
«Non possiamo saperlo perché in Champions League il livello è differente, ma l’allenatore guarda sempre come la squadra crea, come è messa in campo e quanta personalità dimostra. Se pensiamo che l’Inter a Madrid ha perso 2-1 ma il migliore in campo è stato Courtois, qualcosa vuol dire».
La Serie A, invece, al momento ha tre squadre in vetta.
«Cinque partite possono dire tanto e niente. Il Milan sembrava fosse disastroso, poi vai a guardare la classifica e sono a due punti dalla vetta. Ci sono squadre in ritardo come Atalanta e Napoli, oltre alla Juventus, ma per motivi differenti. Ci sono situazioni che verranno sistemate, il campionato poi si livellerà per quelli che sono i valori giusti».
Torna ora in campo l’Italia. Mancini riuscirà a cancellare i disastri degli ultimi anni?
«Fossi stato io l’allenatore magari avrei chiamato altri giocatori, ma in questo giochino non entro. Mi limito da tifoso a guardare, non mi va più di sperare. Io desidero che la nazionale vada all’Europeo e al Mondiale. In che modo? Si prendano loro la responsabilità e la portino. Mancini ha visione e qualità, ma sa benissimo che ha solo un risultato davanti: qualificarsi per le due competizioni».
Toccherà anche ai calciatori più esperti dare un contributo importante.
«I giocatori non possono chiedere aiuto al pubblico, sono loro a doversi prendere le responsabilità nella maniera corretta. Rimane solo vincere. A noi tifosi non frega niente del contorno e delle questioni della federazione. Veniamo da cinque Mondiali da cancellare: oltre i tre a cui non ci siamo presentati, ci sono anche quelli in cui siamo tornati a casa dopo tre partite. Abbiamo fatto una finale di Europeo con Prandelli e vinto con Mancini, ma sono due eccezioni tra tante difficoltà».
In questi giorni è mancata un’icona come Mazzola.
«Io ho assistito all’ultima sua vera partita con la maglia dell’Inter, eravamo in tournée in Cina. Sandro giocò il primo tempo della prima gara, al suo posto poi subentrò Beccalossi e fecero lo scambio simbolico della maglia numero 10, anche se Mazzola giocava con la numero 8. Mi ha riportato lui all’Inter, ho lavorato in sede per Sandro. Conservo tanti ricordi, come per Baresi, Vialli, Mihajlovic, Schillaci. Sono tanti pezzi di te che se ne vanno. Quando succede, cominci a capire che... la vita è bella».
Su Instagram ha condannato quanto accaduto prima di Juventus-Atalanta.
«Nel 2026 bisogna mettere un punto esclamativo contro tutti questi atteggiamenti, a prescindere da chi li compie. Avrei detto le stesse cose se fosse stata la curva dell’Inter a fare un gesto del genere. La rivalità deve riguardare le squadre e il calcio, lasciamo perdere i morti. Abbiamo perso il rispetto tra persone, ma bisogna ristabilirlo. Non se ne può più».

