Zazzaroni: "Fatto Mancini, proviamo a fare gli italiani"
La nomina di <strong>Roberto Mancini </strong>sulla panchina della Nazionale, secondo<strong> Ivan Zazzaroni</strong>, deve rappresentare soltanto il punto di partenza. Nel suo editoriale pubblicato sul <em>Corriere dello Sport</em>, il direttore del quotidiano invita infatti il movimento calcistico italiano ad affrontare finalmente i problemi strutturali che, a suo giudizio, hanno contribuito al declino del calcio azzurro. "Fatto Mancini, proviamo a fare gli italiani", scrive in apertura. "Vogliamo cominciare a parlare seriamente di rinnovamento, vivai, scuole calcio, di giovani da crescere per garantire un futuro all'intero movimento e alla Nazionale?".
Per Zazzaroni il primo nodo da affrontare è quello economico. "Ci sono cose che si possono e devono fare per ridurre i costi di gestione delle società sportive", osserva, ricordando come le spese ricadano inevitabilmente anche sulle famiglie. Nel mirino finiscono il costo del tesseramento federale, le spese necessarie per ottenere i punteggi élite, gli obblighi legati a figure professionali e i costi di realizzazione e omologazione degli impianti. Da qui la prima proposta: "I costi federali se li devono accollare le società professionistiche". Secondo il direttore del Corriere dello Sport, inoltre, i vivai dei club professionistici dovrebbero iniziare dai 12 anni e non dai 6, con rose limitate a 22 giocatori per garantire spazio a tutti. "La partita è il massimo momento di crescita", sottolinea, chiedendo anche l'obbligo di impiegare tutti i calciatori convocati almeno fino alla categoria Under 15.
Nel suo intervento, Zazzaroni propone anche che i corsi per allenatori vengano finanziati dalla FIGC: "Devono essere pagati dalla federazione e aperti a tutti", aggiungendo che "i punteggi sono ormai una barzelletta". Tra le altre richieste figurano l'eliminazione dell'IVA e della tassa rifiuti per le associazioni sportive dilettantistiche, l'aumento degli indennizzi per il passaggio dei giovani ai club professionistici e il ritorno all'organizzazione delle stagioni per semestri, così da limitare gli effetti del cosiddetto Relative Age Effect. Infine, il direttore porta alcuni esempi concreti, criticando la normativa sugli stranieri minorenni e la gestione delle rose nei grandi vivai: "La strada e gli oratori appartengono al passato remoto. Li hanno sostituiti le scuole calcio, che dovrebbero finalmente premiare l'irregolarità, l'inclinazione e la passione di ognuno". Per Zazzaroni, è da qui che passa il rilancio del calcio italiano e della futura Nazionale.

