Sucic e la speranza di una nuova era. Il filo che unisce passato e presente
Petar Sucic ha disputato un'ottima prima stagione in maglia Inter. Il calciatore croato, acquistato dal club nerazzurro nella scorsa finestra estiva di mercato per una cifra complessiva pari a 16,5 milioni di euro, è infatti riuscito a calarsi con immediatezza nel contesto di un palcoscenico diverso rispetto a quello cui era abituato in Croazia. Confermando, così, le sensazioni più che positive che avevano spinto la dirigenza interista a puntare sul suo profilo per rinforzare il proprio centrocampo.
L'obiettivo
4 gol e 4 assist: questo è il bottino del centrocampista croato, nella sua prima annata in nerazzurro, considerando tutte le competizioni. Ora, dopo essersi pienamente integrato nel tessuto tattico della compagine meneghina, il classe 2003 avrà il compito di divenire ancora più incisivo nelle due fasi, aumentando la sua efficacia difensiva e rafforzando il suo peso nelle dinamiche offensive nerazzurre.
Il filo che unisce
Analizzando la crescita di Sucic in maglia nerazzurra, non si può che essere indotti a un confronto con alcuni dei centrocampisti che hanno sposato il progetto interista nell'ultimo decennio. Due, in particolare: Mateo Kovacic e Marcelo Brozovic. Il primo, per l'eleganza e le giocate di fino. Il secondo, per la rapidità di pensiero e la naturalezza nel verticalizzare per i compagni offensivi.
Con i modelli "vincenti" rappresentati da Kovacic e Brozovic in mente, Sucic non vorrà far altro che far leva sulla propria dedizione al lavoro - certificata da chi abbia avuto modo di lavorare con lui - per raggiungere i traguardi che sente di avere nelle sue corde. Associando alla parte tecnica - da calciatore di livello primario - quella componente mentale di cui ogni "aspirante top" non può fare a meno.

