Sabatini shock: "Inter bella, ma nata per caso e frutto di sliding doors"

Sabatini shock: "Inter bella, ma nata per caso e frutto di sliding doors"TUTTOmercatoWEB.com
venerdì 9 febbraio 2024, 12:42News
di Marco Corradi

Nel suo editoriale per Tuttosport, Sandro Sabatini sminuisce le abilità dei dirigenti dell'Inter nella costruzione della rosa, con un'analisi che sorprende per toni e modalità. Di seguito le sue parole: "Questa Inter che sta meritatamente dominando il campionato nasce per bravura, opportunismo e - senza offesa - anche casualità. Il caso più clamoroso è Calhanoglu, diventato miglior play a livello internazionale. Eppure, per giocare al posto di Brozovic si era messo in fila. È stato lasciato a lungo mezzala, e prima di lui in regia vennero sperimentati Vecino, Barella e addirittura Gagliardini. La storia è cambiata quando Inzaghi ha dato la regia al Genio Turco in Inter-Barcellona della scorsa Champions League, che per la panchina viene ricordata come partita “sliding doors” tra probabile esonero e futuribile finale. A parte i risultati - sempre oggettivi - le valutazioni su giocatori e allenatori sono spesso soggettive. A volte contraddittorie. Il primo a sperimentare Calhanoglu regista fu addirittura il Milan, nella traumatica sconfitta d’esordio (1-0 a Udine) della breve avventura di Giampaolo allenatore. Poi mezzala per tanti anni e altrettante decisioni tipo quella, di Maldini&Co, di non rinnovargli il contratto.

Quello che oggi è “il miglior regista del mondo” (cit Montella), a giugno 2021 veniva scaricato perché chiedeva al Milan quei cinque milioni che poi l’Inter gli dà al volo quando decide - a costo di sanguinose minusvalenze - di liquidare a zero euro sia Joao Mario che Nainggolan. È l’estate in cui l’Inter non si gode lo scudetto perché Conte non vede futuro e sbatte la porta, incassando perfino un’insensata buonuscita. Sono gli stessi giorni bollenti in cui - anche questa è storia - Marotta e Zhang offrono la panchina nerazzurra ad Allegri, prima di andare su Inzaghi. È il calciomercato 2021 in cui Lukaku esce ed entra Dzeko; Hakimi viene venduto e rimpiazzato da Dumfries. E per esempio c’è Federico Dimarco, già ventiquattrenne, che non ha la fiducia nemmeno per essere prima alternativa di Perisic, visto che a gennaio viene acquistato (e ben pagato) Gosens dall’Atalanta.

Ieri e l’altro ieri, Dimarco girellava in prestito tra Empoli, Sion, Parma e Verona, perché un anno l’Inter gli aveva preferito perfino il logoro Young dal Manchester United. Oggi non ha rivali sulla fascia sinistra. La storia nerazzurra di quest’anno riporta la memoria a quello che veniva chiamato lo “scudetto dei record”: 1988/89, allenatore Trapattoni, 58 punti quando la vittoria ne valeva due e la Serie A composta da diciotto squadre. Quella Inter aveva preso il fantasista algerino Madjer, detto “il tacco di Allah”, che però non superò le visite mediche. In fretta e furia venne rimpiazzato dall’argentino Diaz, che pure aveva un altro ruolo: rapido e guizzante, spalla ideale per il fisicato Aldo Serena".