Pandev: "Chivu bravissimo, ora la Champions deve essere un vero obiettivo"
A sedici anni dalla notte del Triplete, Goran Pandev torna con la memoria al Santiago Bernabeu, teatro della Champions conquistata dall’Inter di José Mourinho nel corso di un'intervista alla Gazzetta dello Sport. Questa volta, però, sulla panchina nerazzurra ci sarà Cristian Chivu, suo ex compagno.
"Non vedo l'ora di ascoltare cosa dirà Mourinho in sala stampa. Spero non faccia qualche battuta delle sue, magari su Cristian", racconta Pandev. Su Chivu allenatore aggiunge: "Odiava perdere persino a carte. Non pensavo potesse allenare, ma è stato furbo: ha iniziato dalle giovanili e si è fatto le ossa".
I ricordi di Pandev tornano inevitabilmente al 2010: "Mi chiamò quando ero fuori rosa alla Lazio e mi disse: 'Vieni a vincere con noi?'. Dopo tre giorni mi schierò titolare contro il Chievo, non giocavo da sei mesi. Aveva il tocco magico". Tra le immagini rimaste impresse c’è soprattutto "l'abbraccio tra José e Materazzi con tanto di lacrime". E sul segreto di quell’Inter scherza: "La carbonara", prima di tornare serio: "L'unione. Stavamo bene insieme, eravamo amici".
Guardando alla sfida contro il Real Madrid, Pandev individua nel capitano nerazzurro l’uomo chiave: "Lautaro. Se gira lui, girano anche tutti gli altri". E sulle ambizioni europee della squadra di Chivu non ha dubbi: "Rispetto all'anno scorso l'Inter è più forte. La Champions deve provarla a vincere".

